Comunità di S.Egidio


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13 febbraio 1996

La «diplomazia» della Comunità di Sant'Egidio sblocca il dialogo riunendo a Roma i due fronti
Guatemala sulla via della pace
Primo documento congiunto di guerriglia e governo per fermare 35 anni di lotta

 

 

ROMA - Torna in azione la diplomazia parallela della Comunità di Sant'Egidio. Dopo il Mozambico, l'Algeria e il Burundi. l'associazione di cattolici laici ora rivolge la sua attenzione al Guatemala. Paese martoriato da una guerra civile costata in 35 anni oltre 150.000 vittime tra morti e "desaparecidos".

L'estenuante processo dì pace fra l'Unidad revolucionaria nazional guatemalteca Urng e lo Stato del Guatemala. condotto sotto l'egida dell'Onu. ha in effetti segnato nel recente passato un preoccupante passo d'arresto. Ed è proprio nel tentativo di riattivare il dialogo che la Comunità di S. Egidio ha patrocinato, nel dicembre scorso. l'avvio di un rapporto diretto e personale fra la guerriglia e l'allora candidato Alvaro Arzu, esponente del conservatorismo moderato, che quest'anno ha vinto le elezioni presidenziali.

Dopo quattro incontri segreti. ieri la Comunità di Sant'Egidio ha riunito i rappresentanti di governo e guerriglia a Roma. Ne è scaturita una dichiarazione comune in sei punti con cui i due fronti si impegnano n particolare a dare nuovo impulso al negoziato di pace, che riprenderà il 22 febbraio in Messico. Il governo Arzu e la "Comandancia" dell'Urng esprimono il loro impegno e la loro fretta per raggiungere la pace, ha dichiarato il presidente della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, aprendo l'incontro tra la delegazione del governo - composta dal segretario del presidente guatemalteco, Gustavo Porrai, e dal ministro degli Interni, Rodolfo Mendoza - e quella della "Comandancia" dell'Urng, formata dai "comandantes" Rolando Moran e Pablo Monsanto.

Il negoziato di pace - ha ricordato il ministro Mendoza - "si era bloccato per mancanza di fiducia". Ora continuerà con i "buoni uffici" di Sant'Egidio, ha rilevato il comandante Monsanto. "Il Guatemala è uno ed è di tutti i guatemaltechi - ha concluso Mendoza - sia dei "ladinos", i discendenti dei coloni europei, sia dei maya", la maggioranza indigena che rappresenta oltre il 60 per cento della popolazione guatemalteca.

La Comunità di S. Egidio è ormai da tempo impegnata a mediare discretamente nei conflitti che infiammano il Terzo Mondo. Il successo più eclatante risale al 1992 quando contribuì ad arrestare il conflitto armato in Mozambico con un accordo di pace.