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Roma - 29
gennaio 2002 |
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premesso che: la comunità di Sant'Egidio, fin dalla sua fondazione nel 1968, si è distinta per il forte ruolo di mediazione assunto a livello internazionale nella ricerca della pace nei luoghi di conflitto; a questo impegno si aggiunge il «servizio ai poveri», concretizzato in progetti internazionali di aiuto e cooperazione in regioni di Paesi in via di sviluppo o alle prese con situazioni difficili perché colpiti da conflitti interni; a Roma gestisce da anni la mensa dei poveri, una struttura che nel suo genere è la più grande d'Europa; il suo intervento nella questione del Mozambico è emblematico: grazie al lavoro di mediazione della comunità di Sant'Egidio tra le parti in conflitto, il 4 ottobre del 1992, dopo due anni di trattative, sono stati firmati a Roma gli accordi di pace tra il Governo e la Renamo, dopo una guerra durata sedici anni, che ha causato un milione di morti e ha ridotto il Paese tra i più poveri al mondo; in Algeria, fin dal 1994, la comunità coopera al tentativo di trovare una via d'uscita dalla violenza che percorre il Paese, cercando un confronto politico che metta fine allo scontro armato; fondamentale è stato il ruolo della comunità in altre aree attraversate in questi anni dalla guerra come il Sudan, il Burundi, il Ruanda, l'Angola, i Balcani, il Centro America e il Medio Oriente; è significativo il servizio offerto dalle scuole della pace, per i bambini di strada in Paesi dell'Africa e dell'America latina, l'aiuto ai malati di aids, l'assistenza agli anziani, le case di pulcinella a sostegno dei portatori di handicap, le scuole popolari per bambini stranieri o nomadi; rilevante è il suo ruolo nella battaglia per una moratoria di tutte le esecuzioni capitali; tra gli obiettivi prioritari della comunità di Sant'Egidio è la realizzazione di un'amicizia tra persone di culture e nazioni differenti, per un dialogo interreligioso; in questo momento delicato e grave che il mondo sta attraversando dopo gli attentati di New York e Washington, la comunità ha avviato una forte politica di dialogo e cooperazione tra uomini di religione, promuovendo un summit islamo-cristiano ad alto livello;
a presentare ufficialmente la candidatura della comunità di Sant'Egidio per il conferimento del premio Nobel per la pace; a sostenere questa proposta di candidatura presso tutte le istituzioni culturali universitarie del Paese. (1-00027) (7 novembre 2001)
a questo impegno si aggiunge il «servizio ai poveri», concretizzato in progetti internazionali di aiuto e cooperazione in regioni di Paesi in via di sviluppo o alle prese con situazioni difficili perché colpiti da conflitti interni; a Roma gestisce da anni la mensa del poveri, una struttura che nel suo genere è la più grande d'Europa; il suo intervento nella questione del Mozambico è emblematico: grazie al lavoro di mediazione della Comunità di S. Egidio tra le parti in conflitto, il 4 ottobre del 1992, dopo due anni di trattative, sono stati firmati a Roma gli accordi di pace tra il governo e la Renamo, dopo una guerra durata sedici anni, che ha causato un milione di morti e ha ridotto il Paese tra i più poveri al mondo; in Algeria, fin dal 1994, la Comunità coopera al tentativo di trovare una via d'uscita dalla violenza che percorre il Paese, cercando un confronto politico che metta fine allo scontro armato; fondamentale è stato il ruolo della Comunità in altre aree attraversate in questi anni dalla guerra come il Sudan, il Burundi, il Ruanda, l'Angola, i Balcani, il Centro America e il Medio Oriente; è significativo il servizio offerto dalle Scuole della Pace, per i bambini di strada in paesi dell'Africa e dell'America Latina, l'aiuto ai malati di AIDS, l'assistenza agli anziani, le Case di Pulcinella a sostegno dei portatori di handicap, le scuole popolari per bambini stranieri o nomadi; rilevante è il suo ruolo nella battaglia per una moratoria di tutte le esecuzioni capitali.
in questo momento delicato e grave che il mondo sta attraversando dopo gli attentati di New York e Washington, la Comunità ha avviato una forte politica di dialogo e cooperazione tra uomini di religione, promuovendo un summit islamo-cristiano ad alto livello;
«Ciani, Zanella, Cento, Lion, Bulgarelli, Maura Cossutta, Ruzzante, Battaglia, Biondi, Giordano, Carra, Franz, Follini, Michelini, Rodeghiero, Di Gioia, Grotto». |
Resoconto della seduta n. 87 del 28/01/2002 Resoconto della seduta n. 88 del 29/01/2002
La mozione
e
Considerazioni
integrative
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