Comunità di S.Egidio

Nadal 
1982 - 2001
Vint anys dinant junts



"Quan facis un dinar o un sopar, no hi cridis els teus amics, ni els teus germans, ni els teus parents, ni veïns rics, no sigui que ells també et tornin a convidar, i en tinguis ja la recompensa. Al contrari: quan facis un convit, crida-hi pobres, esgarrats, coixos, cecs; i seràs sortós perquè no te’n poden recompensar, i et serà recompensat en la resurrecció dels justos". 
(Lluc 14,12-14)


Dinar de Nadal
Basilica de Santa Maria in Trastevere
Roma

Dove si fa la festa?

In ogni luogo soprattutto dove c’è dolore. Nelle chiese, nelle case, ma anche negli istituti per anziani, per bambini, per handicappati, nelle carceri, negli ospedali, perfino nelle strade. Perché il senso è proprio portare la festa anche negli angoli più bui, più freddi, più sperduti e dimenticati. 

La festa arriva dappertutto: si può, anzi si vuole, fare festa nei tanti luoghi tristi, di dolore del mondo: è per questo che la Comunità vuole festeggiare il Natale anche in strada, in carcere, negli istituti, dove vivono tante persone sole: bambini, anziani, malati, negli ospedali o nei lebbrosari, dove almeno per un giorno si può dimenticare il peso della malattia e della solitudine.

E’ l’esperienza delle tante cene nella strada la notte di Natale con chi non ha casa. Nelle città fredde del Nord, da Mosca a Barcellona, dove tra le luci e le insegne luminose, tanti poveri restano soli, o nelle città povere del Sud del mondo. 

Anche lì il cibo, un regalo semplice, un piccolo presepe, l’alberello di Natale, la musica, ma soprattutto l’amicizia, la gioia, l’attenzione ad ognuno, sono gli “ingredienti” di una festa bella perché piena di amore per chi soffre.

Il miracolo di Natale

Il Natale è un po’ un miracolo: è il miracolo dei volti sorridenti di tante persone oppresse dalla fatica della vita, è il miracolo di scoprirsi utili di tanti a cui non manca nulla ma che hanno perso il senso profondo della festa. Ma è anche il miracolo di risorse che sembrano non esserci e che invece si possono mobilitare, coinvolgendo attorno al Natale chiunque voglia fare qualcosa, anche un piccolo gesto per gli altri, almeno una volta l’anno.

E’ un miracolo per il quale vale la pena andare a bussare a tutte le porte per raccogliere quello che serve per la festa: i commercianti, i colleghi, gli amici, la gente per strada. In questo modo ogni anno si trova il necessario per apparecchiare questa grandissima tavola nel mondo.

Ma il miracolo è anche il fatto che credenti di tutte le religioni possano trovare un posto in questa festa: servire ed essere serviti in un movimento di cuori che credono nella salvezza del mondo attraverso la fede, la pace, la concordia tra gli uomini. 

El dinar de Nadal 
amb els pobres

La preparació


Recull de premsa

De l’arxiu: 
Nadal 2000

Solidaritat 
amb els pobres


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a cura di Francesca Zuccari

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