LA STAMPA - 18/11/2006
L'handicap non più visto come limitazione ma come punto di partenza creativo, non più come ostacolo ma come modo diverso, più sensibile e profondo, di vedere il mondo. Così profondo da «fare scuola» a tutti, perfino all'Università. Questo è il messaggio che ha spinto la Comunità di Sant'Egidio, «Gli Amici», il movimento formato da persone con handicap mentale e dai loro amici e familiari, presente anche a Novara e 1'A.S.A.P. (Associazione di Solidarietà ed Assistenza Popolare) a promuovere l'iniziativa «Disabili all'Università» in collaborazione con l'ateneo degli Studi del Piemonte Orientale e con l'associazione S.U.N. (Studenti Universitari Novaresi): un'esposizione di opere di artisti disabili. Una mostra diversa dalle altre, perché è il risultato artistico di un'amicizia che dura da più di trent'anni con migliaia di amici disabili della Comunità di Sant'Egidio. Il filo conduttore della mostra è l'Africa: natura, popoli, guerre e pace, povertà, aspettative. Attraverso il lavoro di un anno, gli autori sono andati in profondità e nelle loro opere hanno svelato alcuni tratti della bellezza dell'Africa, insieme alle ragioni di un nuovo pensiero e di un nuovo sentimento per questo continente.
Per la prima volta alcuni autori si sono avventurati in una ricerca di linguaggi diversi e saranno esposte, accanto ai dipinti, installazioni e assemblaggi di materiali di recupero. È una mostra artistica volta ad affermare la libertà di creare e comunicare in forme nuove. L'esposizione è stata inaugurata martedì e resterà aperta, con ingresso libero, sino al 24 novembre dalle 10 alle 18 dal lunedì al venerdì nell'Atrio dell'Aula Magna dell'Università del Piemonte Orientale «Avogadro», in via Perrone 18. La mostra è resa possibile dall'interessamento dell'assessorato alle Politiche Giovanili della Provincia di Novara e dalla Fondazione della Comunità del Novarese che hanno contribuito e sostenuto l’iniziativa cogliendone l'originalità. «E' una mostra coraggiosa artisticamente, l'opera di ognuno ha origine da una elaborazione collettiva del tema, sviscerato e molto sentito - ha illustrato Paola Freschini, della Comunità di Sant'Egidio. I disabili hanno svolto una ricerca artistica vera e propria e hanno lanciato una proposta al mondo dei "normali". A significare che due debolezze insieme fanno una forza». Un'opera rappresenta un'Africa stilizzata nella forma del continente spremuto che cola un liquido blu in un secchio dove è riprodotta un'Europa dorata. Altre creazioni sono dedicate ai bambini soldato, alle bellezze naturali e agli animali. La mostra si tiene da anni a Roma dove le opere vengono vendute per sostenere il progetto «Dream» dedicato alla lotta contro 1'Aids e messo in campo dalla Comunità di Sant'Egidio. I lavori, dipinti e installazioni, sono stati realizzati nei laboratori di creatività aperti in tutt'Italia dal gruppo «Gli amici», un movimento composto da migliaia di disabili e dalle loro famiglie per lottare contro l'isolamento. Si chiamano tutte «Casa Pulcinella» e a Novara si trova in corso Cavallotti 15. L'idea dell'esposizione ha trovato subito grande ascolto tra i ragazzi della Sun: «Vogliamo lanciare agli studenti un messaggio per invitarli a superare i pregiudizi: chi ha preconcetti è una persona debole e fragile. E' importante che la mostra si svolga qui all'università, dove si creano le persone di domani» ha commentato il presidente Giuseppe Romano. «Invitiamo chi vuole avere spazio - aggiunge Gianluca Torrisi Bertelli - per iniziative culturali a contattarci». «L'università può crescere soltanto se diventa un'agorà di cultura» ha completato il professor Davide Maggi.