Elena è stata colpita dalle tante storie di emigrazione dall’Africa. Alcune, come quella di
Yaguine e Fodè, due ragazzi della Guinea Conakry che hanno perso la vita tentando di raggiungere l’Europa nel carrello di un aereo, sono vere e proprie fughe da una realtà di povertà e di violenza. Elena ha rappresentato il travaglio dell’Africa attraverso un vortice al centro del quale si apre uno squarcio che simboleggia, non solo metaforicamente la voglia di fuggire e con essa la speranza in un futuro migliore.
La corda che fuoriesce dallo squarcio al centro conferisce tridimensionalità all’opera e vuole esprimere insieme la concretezza di una situazione drammatica e la necessità di un legame tra il mondo ricco ed il continente africano.