|
Il
programma della Comunità di Sant’Egidio di lotta all’AIDS in Mozambico prevede interventi, a breve e a medio termine, di prevenzione e cura. I principali obiettivi degli interventi a breve termine sono la prevenzione della trasmissione del virus
HIV dalla madre al bambino e attraverso le trasfusioni di sangue, nonché la creazione di condizioni strutturali per giungere all’introduzione della terapia antiretrovirale nel paese. Principale obiettivo dell’intervento a medio termine è quello
dell’introduzione generalizzata della terapia antiretrovirale.
IL
PIANO DEL PROGRAMMA
LA
PRIMA FASE dell'intervento, avviata con il contributo della cooperazione italiana nel novembre 2000, sta ponendo le basi per la realizzazione di interventi di prevenzione e trattamento dell’AIDS, focalizzando l’attenzione sui dipartimenti
materno-infantili, sulla sicurezza del sangue e degli emoderivati, sulla diagnostica biochimica e microbiologica, così come sulla terapia di sostegno e la cura delle infezioni opportunistiche.
Il
programma, che si sta realizzando in tre diverse regioni del paese - Maputo al sud, Sofala al centro e Nampula al nord –
consiste nella ristrutturazione di tre centri materno-infantili e di
tre ambulatori per la prevenzione e la cura di malattie a trasmissione
sessuale. Si tratta di interventi strutturali e di fornitura di materiale di base per la riattivazione di locali al momento inutilizzati o in stato di abbandono, così come il miglioramento delle capacità operative dei laboratori posti nei centri materno-infantili e negli ambulatori stessi.
Parallelamente, si stanno effettuando anche interventi di riabilitazione strutturale e di supporto logistico (fornitura di strumentazione e di materiale a perdere e diagnostico) ai tre laboratori di analisi e ai tre centri trasfusionali degli ospedali di riferimento regionali, verso i quali
verranno, in futuro, convogliati i soggetti affluiti ai centri materno-infantili ed ambulatoriali che necessitano di interventi a più alta specializzazione.
L’insieme di questi interventi è stato realizzato nei primi dodici mesi del
programma.
A partire dal
novembre 2001 si
attrezzeranno, negli stessi ospedali regionali di riferimento, laboratori in grado di svolgere la diagnostica avanzata (valutazione della carica virale) per il controllo della terapia antiretrovirale. Da questo momento i centri materno-infantili e gli ambulatori avranno anche la funzione di punto di contatto con i
soggetti candidati ad essere trattati con la terapia antiretrovirale.
LA
SECONDA FASE – già concordata e approvata dalle autorità sanitarie mozambicane -
prevede, anzitutto, l’ulteriore sviluppo di centri di diagnosi e di infrastrutture per permettere l’accesso alla terapia antiretrovirale. Si
tratta, inizialmente, di rendere disponibile ed accessibile a livello di
tutta la popolazione l’esecuzione di test diagnostici per il virus dell’HIV (in particolare nei centri trasfusionali e per le donne in
gravidanza).
Sono
previste attività di counselling, e di allargare ad ampie fasce di popolazione la disponibilità delle necessarie analisi di controllo per i soggetti in terapia antiretrovirale o ad essa candidati. Ciò, in modo da garantire ad ampie fasce di popolazione il trattamento antiretrovirale e la profilassi della trasmissione da madre a figlio a tutte le donne sieropositive in gravidanza. Allo stesso tempo, verranno ampliati gli interventi di cura delle
infezioni opportunistiche e delle malattie a trasmissione sessuale, accanto ad interventi di supporto nutrizionale
e di educazione sanitaria. Parallelamente,
verranno avviate attività di formazione del personale medico e paramedico indirizzate all’utilizzo di farmaci antiretrovirali.
L'intervento
prevede, inoltre, lo sviluppo di una rete di assistenza extraospedaliera ai malati di
AIDS basata su interventi di assistenza domiciliare e su day hospital. Il programma si avvarrà di una sede centrale a Maputo, dove sarà localizzata l’attività amministrativa e quella di monitoraggio epidemiologico sulla base dei dati provenienti dai diversi centri.
Questo
piano, della durata di 5 anni, fornirà quindi informazioni in merito alla efficacia dell’intervento, al suo profilo costi-benefici e, in definitiva, alla possibilità di una estensione dello stesso programma a tutti i centri del paese. I centri per la lotta all’AIDS, che si svilupperanno in Mozambico, diverranno così i luoghi dove cominciare a curare i malati di
AIDS secondo i più aggiornati protocolli terapeutici.
|