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La situazione nei campi dove sono raccolte le persone
colpite dalle alluvioni è ancora drammatica: nel campo di Magoanine,
alla periferia di Maputo, sono alloggiate 1300 famiglie. Di queste solo
900 hanno già ricevuto un appezzamento di terra, altre 400 sono ancora
in attesa e molte vivono ancora in tende comuni (anche 5 famiglie per
tenda).

Magoanine
In tende come questa
vivono gruppi di più famiglie
Circa 400 famiglie sono ancora concentrate in un
"centro di accoglienza" realizzato in 3 capannoni di una ex
fabbrica. Sono lì dall'inizio delle piogge, in attesa di ricevere un
appezzamento di terra su cui costruire. Anche il cibo è scarso (solo
miglio sufficiente per un pasto).

Magoanine
Riparo di fortuna
É stata costruita una scuola di Caniço,
frequentata da circa 2000 bambini divisi in 3 turni. Ci sono 8 sale ma
ne servirebbero altre 2.
Anche a Boane, non lontano da Maputo, c'è un
grande campo in condizioni di abbandono. Lì tutte le famiglie sono
ancora in tenda.
Si sta cercando di individuare l'area in cui
ricostruire le case. Il progetto è quello di realizzare un piccolo
villaggio di casette che, pur rispettando i tradizionali criteri di
costruzione (tetto di zinco, mattoni di argilla pressata) offrano però
garanzie di stabilità e siano fornite dei servizi igienici
indispensabili.
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Polana Caniço (Maputo)
Crolli causati dall'alluvione

Benfica (Maputo)
Un'abitazione
sommersa dal fango

Manhiça
Il campo di rifugiati
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La Comunità di Sant'Egidio di Maputo continua
ad essere vicina soprattutto alle famiglie del Polana Caniço e
di Matola che hanno perso tutto, con una regolare distribuzione
di alimenti.
Inoltre, viene portata la cena a barboni e bambini di
strada, che resterebbero fuori da ogni tipo di assistenza organizzata.

La "escola da Paz" della Comunità di Sant'Egidio a Matola.
Qui durante l'alluvione la gente ha trovato riparo.
L'edificio è stato corroso dall'acqua
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