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28/02/2002
Bissau (Guinea)
Concluso il primo corso di aggiornamento per gli infermieri dell'ospedale R.Follereau-Comunità di Sant'Egidio
Concluso a Bissau il primo corso di aggiornamento e riqualificazione professionale per 30 infermieri. Il ministro della Salute è intervenuto alla cerimonia di consegna degli attestati.


Foto di gruppo 
alla fine del corso

Quattro medici (due uomini e due donne) venuti dall’Italia, 30 infermieri guineani, il sogno - e l’impegno - di realizzare dei servizi medici e sanitari che raggiungano tanti, in uno dei paesi più poveri del mondo: questi gli "ingredienti" del primo corso di aggiornamento e riqualificazione professionale, che si è tenuto a Bissau, la settimana scorsa, per 30 infermieri.
"Avevamo pensato a questo corso come un momento di qualificazione professionale per gli infermieri dell’ospedale R. Follereau - Comunità di Sant’Egidio - spiega Fabio Riccardi, uno dei 4 medici italiani che seguono il progetto - ma, quando se ne è avuta notizia, sono arrivate molte richieste,  anche di infermieri che lavorano in altre strutture sanitarie del paese. Li abbiamo accolti con piacere, anche perché questo sottolinea l’utilità del nostro intervento e ci dà la possibilità di estenderne l’efficacia..

Qual era l’obiettivo di questo corso?

Gli infermieri guineani hanno tutti una preparazione di base buona. Ma negli anni, e soprattutto nelle situazioni di emergenza in cui - anche a causa della guerra civile - si sono trovati a lavorare, aggiornarsi è quasi impossibile e, a volta si finisce anche con il dimenticare nozioni importanti. 


Il corso infermieri

Per questo, dopo anni di lavoro, è importante fermarsi a riconsiderare alcune materie come la medicina preventiva, riappropriarsi di elementi di scienza della nutrizione, di pediatria, di dermatologia.
Nel Nord del mondo questo è normale, direi una routine. In Africa no, con conseguenze gravi. Per questo, abbiamo voluto inaugurare questa serie di corsi di aggiornamento. 

Quali sono i compiti di questi infermieri in un periodo in cui l’ospedale, prima distrutto dalla guerra civile, è in fase di ricostruzione?

Il loro lavoro è stato ed è fondamentale. Grazie a loro, le attività dell’ospedale non si sono fermate, nonostante i locali fossero stati bombardati e devastati.

Gli infermieri attualmente lavorano negli ambulatori, che si trovano in una struttura adiacente a quella dell’ospedale. 

Questi hanno garantito la continuità della terapia per i malati di TBC che erano ricoverati, ed una intensa attività di visite, controlli e terapie soprattutto per i bambini malnutriti.
Sono ancora gli ambulatori che hanno individuato e segnalato i casi di bambini che avevano bisogno di interventi urgenti, alcuni dei quali sono stati operati in Italia, come è il caso di Malam Manè, da poco rientrato dall'Italia, dove è stato operato. 


Malam Manè, operato a Padova e da poco tornato in Guinea

C’è un aspetto che emerge come prioritario, dall’esperienza di questo corso?

Mi pare che vada data importanza all’aspetto nutrizionale.Tante malattie infatti sono legate alla malnutrizione, soprattutto nel caso dei bambini. Conoscere il valore delle proteine, imparare a riconoscere i sintomi della malnutrizione e quindi a trattare il bambino malnutrito, sono questioni "di base". Un altro aspetto importante è legato alla trasmissione delle malattie: per esempio, era del tutto sottovalutata l’importanza dell’acqua come veicolo di contagio delle infezioni. 

 
Il ministro della Salute alla cerimonia di consegna dei diplomi