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15/3/2005
Una delegazione della Comunità di
Sant'Egidio è appena tornata dal Tamil Nadu, la regione
dell'India colpita dalla tsunami lo scorso 26 dicembre.
In tre villaggi, infatti, la Comunità, si è fatta carico di
ricostruire le case e di sostenere la ripresa delle attività
produttive, fornendo barche e reti per la pesca.
"La
domenica ci ha salvato":
nei villaggi cristiani del Tamil Nadu,
l'onda è arrivata mentre in tanti erano in chiesa.
Il Tamil Nadu
è la
regione più povera del sud dell'India, con livelli di reddito
molto bassi e un gran numero di disoccupati. Basso è anche il
livello di scolarizzazione e le attività produttive sono
piuttosto ridotte. Nei villaggi della costa, la pesca è
praticamente l'unica fonte di sussistenza.
E'
la zona della prima evangelizzazione dell'India e la maggior
parte della popolazione è cristiana. Il 26 dicembre, quando
lo tsunami si è abbattuto sulla cosa, erano in tanti a messa,
nella chiesa un po' più all'interno. Per questo, racconta don
Mariano, parroco di Kuthenguli, "La domenica ci ha
salvato".
I
danni alle case, alle barche, alle reti per la pesca, però,
sono enormi. Sette villaggi sono stati praticamente
distrutti.
La Caritas ha distribuito aiuti di prima necessità e qualche
ONG è arrivata a portare vestiti e giocattoli per i bambini.
Ma non è stato fatto ancora nulla per la ricostruzione delle
case o per riabilitare la gente al lavoro. Il progetto della
Comunità di Sant'Egidio, che agisce in collegamento con il
Comitato per gli Aiuti della Caritas locale, prevede la
ricostruzione delle case e la riabilitazione delle attività
produttive attraverso la consegna di reti da pesca e di barche
ai capifamiglia. E' il primo ad essere implementato in questa
zona, dopo la prima emergenza.
Case
di cartone a KUTHENGULI
E'
un piccolo villaggio, a circa 110
chilometri a Sud di Tuticorin abitato da 320 famiglie, di cui
250 hanno perso la casa. Vivono in rifugi provvisori, baracche fatte di una
specie di cartone ondulato con il tetto in lamiera. C'è un unico
serbatoio di acqua e due zone di cucina da campo.
Dalla parte del mare il villaggio non c'è più, solo pochi
resti: qualche pavimento, brandelli di muro.
La
gente è scappata con i vestiti che aveva addosso e basta: non
hanno più nulla. Eppure, quando gli si chiede di cosa hanno
bisogno nell'immediato, rispondono con un sorriso che non
serve nulla, solo la possibilità di riprendere a
lavorare.
Davanti
alla chiesa, alla presenza del parroco, si è svolta una
cerimonia semplice e commossa che sancisce l'avvio del
programma di ricostruzione delle case. La Comunità di
Sant'Egidio, infatti, ne ricostruirà 250.
Nel
villaggio
di KOOTTAPULI
12 chilometri più a
Sud, c'è Koottapuli, un villaggio più grande (circa 500 famiglie).
Al centro del villaggio, l'edificio più bello è la chiesa.
Accanto, una scuola che accoglie circa 600 bambini, tenuta
dalle suore.
Le case sono
di legno e
paglia, solo alcune sono in muratura. Circa 200 sono state
distrutte. Anche qui la Comunità di Sant'Egidio inizierà
presto la ricostruzione delle duecento case distrutte. Una
casa in muratura costa circa 50.000 rupie (meno di 1.000
Euro).
E'
festa per la consegna delle nuove reti da pesca
a VIRAPANDIAPATANAMl
Il
nome è molto lungo, ma il villaggio, a circa 60 Km da
Tuticorin, è piuttosto piccolo. Sono 30 le case da
ricostruire, ma tutta l'attività della pesca è stata
bloccata dagli effetti dello tsunami.
Il 10 marzo, per la consegna di 150 set di reti (ogni set ne
contiene 7, l'attrezzatura per una barca) si è fatto
festa. Nella piazza centrale del villaggio, alla presenza di
Fr. John, parroco della chiesa di St. Thomas, di Fr. Jerosim
Kattar, del direttore della Caritas diocesana, c'erano circa
200 bambini che hanno festeggiato l'avvenimento con canti e
danze. Il parroco nel suo saluto ha sottolineato l'importanza
di questi aiuti che rappresentano un passo concreto per uscire
dall'emergenza e riprendere la vita normale. Ma sono anche il
segno di un'amicizia che inizia e non si vuole spezzare.
Le
barche, attualmente in costruzione, arriveranno quanto prima.
Ma già da ora, le reti rappresentano la possibilità di
ricominciare a lavorare. Al termine della breve cerimonia,
ogni capo famiglia ha quindi ricevuto il suo set di reti
nuove.
Da domani, riprende la pesca!
Francesco
Falasca
Alberto Quattrucci
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