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15/2/2005
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L'emergenza non
è finita in Indonesia, a quasi due mesi dal maremoto che ha causato
la morte di centinaia di migliaia di persone. Vi sono zone in cui,
ancora oggi, non sono arrivati aiuti internazionali: come in alcuni
villaggi più interni della zona di Aceh o nelle isole Nias, che si
trovano proprio di fronte alla costa del nord Sumatra, e sono state le
prime inondate dallo tsunami. Si tratta di zone povere, estranee al
grande turismo internazionale.
Nel mese di gennaio, la Comunità di Sant'Egidio ha proseguito la sua
presenza nei campi profughi della città di Medan, consegnando aiuti
per superare l'emergenza. Allo stesso tempo, due delegazioni si sono
recate ad Aceh e nelle isole Nias, per verificare la possibilità di
sostenere le popolazioni nella lunga fase di ricostruzione.
MEDAN
Provenienti
da una zona di forti tensioni tra comunità etniche, i rifugiati
giunti a Medan si
sono spontaneamente organizzati in campi rigidamente divisi: da una
parte le etnie di religione musulmana, dall'altra i cristiani,
soprattutto di etnia cinese. Anche in una situazione di estremo
bisogno, riaffioravano diffidenze radicate che non è stato facile
superare. La locale Comunità di Sant'Egidio ha tuttavia realizzato
una collaborazione, sia con la diocesi di Medan, sia con
l'associazione dei rifugiati acehnesi di religione musulmana.
Si è potuto così avviare una serie di interventi che hanno raggiunto
molte centinaia di persone. Sono stati consegnati,oltre al cibo,
materassi, lenzuola, cuscini, vestiti tradizionali, ombrelli.
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Un'attenzione particolare è
stata riservata ai malati. In
ospedale a Medan ci sono molte persone rese disabili dal maremoto. Per
loro sono state acquistate e donate sedie a rotelle e ausili per la
deambulazione. In questi giorni, inoltre, vengono distribuite
zanzariere alle famiglie che non hanno ancora trovato una sistemazione
e dormono sotto tende o tettoie.
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La storia di
Muchtar
Muchtar ha 31
anni. Faceva il camionista a Banda Aceh. Non era ricco, ma la sua era una bella
famiglia. Il maremoto ha portato via tutto: Muchtar ha perso la
moglie, i suoi due bambini e lui stesso è stato trascinato per
chilometri dalla forza dell'acqua. Ricoverato in ospedale, ha subito
diverse operazioni e l'amputazione di una gamba.
Solidarietà è per lui una sedia a rotelle, ma è anche la
certezza di un'amicizia che cura anch'essa le ferite, perché aiuta a
ricostruire un tessuto familiare.
Muchtar più volte al giorno telefona a questi nuovi amici: sa
che non lo lasceranno solo.
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Il
villaggio di Lagundri, nelle isole NIAS
Lagundri si trova sulla cosa
sud ovest dell'isola di Nias, proprio di fronte alla costa di Aceh. Il
26 dicembre l'onda del maremoto è arrivata subito, e si è abbattuta,
con tutta la sua forza, sui villaggi di pescatori di Teluk Dalam
"Il porto in basso". Qui, la delegazione della Comunità di
Sant'Egidio, insieme ai religiosi presenti, ha censito 47 famiglie,
che hanno bisogno di aiuto per ricostruire le case, gravemente
danneggiate.
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Il
villaggio di Lamcot, nella regione di Aceh
Non
lontano da Banda Aceh, c'è il villaggio di Lamcot. E' stato toccato
marginalmente dal maremoto,perché è in una zona più interna. Ma
anche lì l'acqua è arrivata dappertutto,ha allagato le case e la
scuola, distruggendo un'ala dell'edificio scolastico. La
popolazione del villaggio è quasi raddoppiata per l'arrivo dei
rifugiati. Un gruppo di giovani del luogo ha costituito
un'associazione, la SEFA, che si occupa dei bambini. In questa zona,
circa l'80 per cento dei bambini non va a scuola. "La sofferenza
di questa gente - si legge nel rapporto fatto dalla delegazione della
Comunità di Sant'Egidio che si è recata ad Aceh - non è dovuta
soltanto allo tsunami e al terremoto, ma alla povertà, alla mancanza
di istruzione, all'arretratezza e anche alla paura, frutto della
guerra che vi dura da tanti anni".
E'
nato così il progetto di lavorare insieme, la Comunità e la SEFA,
per sostenere la scuola di Lamcot. Attraverso il programma
"Adottiamo una scuola" verrà ricostruita e ampliata la
parte della scuola distrutta dal maremoto, saranno forniti arredi e
materiale scolastico.
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Valeria
Martano
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