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RACCOLTA A FAVORE DELLE VITTIME
DEL TERREMOTO IN SALVADOR

20/01/2001
Consegnati i primi aiuti
alle vittime del terremoto nella zona di Armenia (distretto di Sonsonate):
6 tonnellate
di generi di prima necessità.
 Relazione di Jaime Aguilar

 

 

"Domenica 20 gennaio abbiamo consegnato 6 tonnellate di generi di prima necessità (riso, fagioli, mais, pane, materiale per l'igiene, vestiti, acqua potabile ed anche giochi per bambini) raccolti dalla Comunità di Sant'Egidio di San Salvador nella settimana successiva al terremoto. Gli aiuti sono stati consegnati direttamente alle famiglie: molti con le lacrime agli occhi hanno detto "Dio non si è dimenticato di noi!", "Siete stati gli unici a venirci a trovare!".

Durante il viaggio, siamo riusciti a passare per i luoghi colpiti dal terremoto: le strade che erano state sepolte dalle frane sono da poco tornate carreggiabili. Siamo andati in una delle zone più colpite, Armenia nal distretto di Sonsonate, dove sono morte 23 persone e la disperazione e il bisogno della gente è grande. Prima siamo andati a "Las Brisas" a portare, casa per casa, un pacco ad ogni famiglia, poi siamo scesi dalla collina per alcune centinaia di metri raggiungendo un altro paesino, dove la gente si è assiepata intorno a noi in gran quantità, nella speranza di ricevere un po' di cibo. Abbiamo distribuito tutto quello che avevamo, fino a vuotare il camion, ma siamo riusciti a dare a tutti qualcosa da mangiare.

Ci ha impressionato come vivono i bambini di questa zona: sono i più vulnerabili e sono tanti (circa 200 a Las Brisas e altre centinaia nella zona rurale limitrofa che abbiamo visitato). Sono indifesi, hanno sofferto molto ed hanno avuto molta paura. Ever, un bambino di 4 anni che ha visto cadere la sua casa, piange e dice: "Tra una settimana ci sarà un altro terremoto" e, per spiegare meglio, prende un giocattolo di plastica, lo schiaccia violentemente e ce lo mostra per farci vedere cosa è successo alla sua casa sua.

La situazione di questi bambini è precaria, non hanno niente da mangiare, molti sono denutriti, non piangono, non ridono, hanno lo sguardo fisso nel vuoto, e i loro volti riflettono il dolore e la durezza della povertà, aggravata ancor più dal terremoto. Non c'è modo di lavarsi tutti i giorni, c'è solo un pozzo per tutta la frazione. A questo va aggiunto che negli ultimi giorni ha fatto molto freddo, insopportabile durante la notte. E compaiono le epidemie che colpiscono specialmente i bambini: molte malattie respiratorie, diarree e perfino un caso di colera".


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