Chiesa di Sant'Egidio - Roma

Indice

Omelia del 
Card. Camillo Ruini


Gli interventi:

Andrea Riccardi

Alcido Nguenha
Ministro da Educação de Moçambique

Carlo Azeglio Ciampi
Presidente della Repubblica Italiana


Approfondimenti:

La Comunità 
di Sant'Egidio


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34° anniversario della Comunità
Roma - Basilica San Giovanni in Laterano, 7 febbraio 2002

INTERVENTO DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI

Eminenze, Eccellenze, 
Signor Ministro dell'Educazione del Mozambico, 
Signore e Signori, Cari amici della comunità di Sant'Egidio,

ringrazio il Professor Andrea Riccardi per le cortesi parole di saluto. Sono lieto di festeggiare stasera con voi i trentaquattro anni di vita della Comunità di Sant'Egidio. 

Mi ripromettevo da tempo di farvi visita nella vostra sede di Trastevere. Ho quindi accolto ben volentieri l'invito a partecipare alla celebrazione di questo vostro compleanno. 

Il nome di Sant'Egidio, o meglio la vostra opera, ha superato i confini di Roma e dell'Italia. Ovunque siete giunti avete portato un soffio di solidarietà, di pace e di speranza in un mondo più giusto, più a misura d'uomo. 

Per questo sono lieto che pochi giorni fa la Camera dei Deputati abbia votato, praticamente unanime, la proposta di candidare la Comunità di Sant'Egidio al premio Nobel per la pace. E' un riconoscimento del vostro instancabile impegno per servire la pace nel mondo. 

E' lungo l'elenco dei Paesi che vi hanno visto operatori di pace, ai fini sia di solidarietà sociale sia della lotta alla guerra e alle sue cause. 

Do il benvenuto al Ministro dell'Educazione della Repubblica del Mozambico Alcide Nguenha e lo ringrazio per le sue parole. Non posso non ricordare che proprio dieci anni fa fu firmata a Roma la pace in Mozambico. La Comunità vi ebbe un ruolo determinante. 

Una guerra più che decennale aveva fatto più di un milione di morti e più di un milione e mezzo di profughi. Con un lungo e paziente lavoro di mediazione la Comunità di Sant'Egidio riuscì a portare intorno allo stesso tavolo le due parti in lotta. Il Ministro Nguenha ha espresso con la sua presenza la gratitudine alla Comunità di Sant'Egidio non solo del suo Governo ma dell'intero Paese. 

Nel Mozambico Sant'Egidio è un nome di pace. La vostra Comunità vi si è radicata con varie opere di solidarietà, e soprattutto con un efficace e lodevole impegno per la cura dell'Aids. 

Il fatto che un'organizzazione della società civile, nata a Roma e radicata in Italia, sia profondamente impegnata in numerosi Paesi africani, dà concretezza all'assunto che "l'Africa non deve essere lasciata sola". 

E' la convinzione che ho espresso nel maggio scorso nel mio intervento alla "Giornata dell'Africa". Dissi allora che era nostro compito legare il futuro dell'Africa all'Europa. 

Assicurai che i popoli africani "troveranno sempre nell'Italia e nell'Europa amicizia, comprensione e sostegno". 

Non dimentico altri aspetti dell'impegno della comunità di S. Egidio per aiutare i più deboli e per favorire l'incontro tra i popoli, le culture e le religioni. Ho apprezzato l'iniziativa dell'incontro del 3-4 ottobre scorso tra responsabili cristiani e mussulmani dopo i tragici attentati dell'11 settembre. 

Per l'Italia, Paese guida dell'Unione Europea proteso verso il Mediterraneo, il dialogo tra le culture, le civiltà e le religioni rappresenta una particolare prospettiva su cui operare.


Cari amici di Sant'Egidio,

siete poco più che trentenni, ma avete acquisito un prezioso bagaglio di umanità, una preziosa esperienza. Il secolo appena iniziato, purtroppo già segnato da avvenimenti drammatici, trova in voi una carica di energie mirate alla pace e alla solidarietà tra i popoli. 

Non è utopia sperare. Non è vano operare per un mondo più giusto. Questo è il vostro messaggio a noi tutti.