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In una società
civile devono essere garantiti i diritti
fondamentali della persona: quello di mangiare e
bere, quello ad avere un’abitazione, quello
alla cura del corpo, e poi le libertà civili e
religiose, ed alcuni altri. Forse però andrebbe
inserito in qualche modo anche un altro diritto,
che a prima vista non sembra neanche un diritto,
ma che a ben guardare si rivela fondamentale.
E’ il diritto di aiutare un altro, magari chi
è più povero di sé, o chi vive in una
situazione anche temporanea di estremo bisogno.
Sembra un di più, quasi un lusso, ma poter
aiutare un altro dà senso e dignità alla
propria esistenza, ci fa sentire meno vuoti e
soli; utili, per il tanto o il poco che si può.
Infine, è un qualcosa che tutti, ma proprio
tutti possono fare, perché c’è sempre
qualcuno che se la passa peggio di te. E’
probabilmente ciò che ha pensato anche
Annamaria, anziana trasteverina di 84 anni, che
dal “basso” in cui abita ha fatto una cosa
molta semplice: guardando alla TV le immagini
stravolgenti dello tsunami asiatico, si è
commossa e ha creduto che anche lei poteva far
qualcosa per quei poveracci così lontani. Non
ci ha pensato sopra più di tanto: ha telefonato
alla centrale del “Programma Viva gli
anziani!”, della Comunità di Sant’Egidio
che si occupa di monitorare ed aiutare gli
anziani di Trastevere e Testaccio, ed ha
espresso la sua volontà di aiutare, e con lei
altri 46 anziani. Così, anche se Annamaria
percepisce la pensione minima, quella per
intenderci per cui devi fare i salti mortali per
arrivare alla fine del mese, un’operatrice ha
trovato un modo semplice perché anche una
povera vecchia di 84 anni potesse fare qualcosa
di bello e di buono. Con il telefonino, hanno
insieme mandato uno di quei SMS che vengono
utilizzati per contribuire a situazioni estreme
come appunto quella dello tsunami asiatico.
Una cosa piccola, semplice, ma così profonda e autentica. In fondo ci
vuole poco perché questo mondo sia migliore…
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