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Viva gli Anziani in rete - Comunità di Sant'Egidio

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Comunità di Sant'Egidio - Estate 2006
Dati e proposte

Programma sperimentale VIVA GLI ANZIANI!

Giugno 2006


È un programma realizzato con:

Il genero di Lauretta

È giorno di festa, alla fine di giugno, il caldo umido e opprimente che i romani conoscono bene ti assorbe ogni forza. Per chi è anziano e vive da solo è facile lasciarsi andare ad una debolezza progressiva. Non ti va più di mangiare o di bere, senti che i pensieri si confondono, e se non c’è qualcuno che ti dà una mano è estremamente facile andarsene via piano piano, in silenzio. Testaccio è un bel quartiere di Roma, è uno dei posti “veraci” della capitale, dove puoi trovare ancora qualche romano d.o.c. Ma quando fa caldo la strada sembra che ti si scioglie sotto i piedi, e un refolo d’aria non lo trovi manco a pagarlo. Lauretta, testaccina, di estati ne ha passate tante, più di 80, ma forse proprio per questo avverte questi giorni come particolarmente pesanti. Il genero, Gianni, la va a trovare e capisce che c’è qualcosa che non va: è più confusa del solito, debolissima, probabilmente non ingerisce cibo né liquidi da almeno due giorni. Così prova a cercare aiuto: telefona al medico di base, ma non è orario di studio. Intanto Lauretta è sempre lì, sulla poltrona sfondata, e sembra sempre meno cosciente. Accanto al telefono Gianni si accorge di un opuscolo colorato con i consigli per proteggersi dal caldo, l’intestazione del “Programma Sole sì soli no” con il numero di telefono. Così ci prova, e gli va bene: risponde subito un’operatrice che raccoglie la sua preoccupazione, ne comprende la gravità e lo rassicura: al più presto Lauretta avrà un aiuto. E infatti così accade: dopo innumerevoli tentativi si riesce a comunicare con la Guardia Medica (che, va detto, in giorni così è oberata di lavoro), con rapidità Lauretta viene visitata da un medico e reidratata. Lentamente riprende forza e coscienza. Gianni, che non si è allontanato un attimo dalla suocera, capisce che il peggio è passato e non ci pensa su due volte: prende la cornetta e richiama la signorina del Programma, e la ringrazia di cuore. Sarà perché s’è fatta sera, sarà perché la tensione è passata, ma su Testaccio s’è alzato un soffio d’aria fresca, che fa compagnia a Gianni mentre se ne torna a casa.

…ma allora funziona…!

Ma chi l’ha detto che per i nostri vecchi non si può fare niente? C’è chi dice che sono troppi, che costano troppo, che il futuro è nero; quando si parla di anziani in Italia, le cassandre danno fiato alle trombe, cavalcando con disinvoltura un diffuso senso di malcontento sociale ed insicurezza esistenziale. Tuttavia, storie come quelle di Concettina stanno lì a dimostrarci che è possibile accudire i nostri vecchi, con risorse contenute, con un pizzico di intelligenza e di buon senso, e soprattutto con una riserva di umanità che a volte dimentichiamo di avere nascosta da qualche parte.
Concettina abita a Trastevere, in un basso, e lì è rimasta anche dopo la morte della sorella, che abitava con lei. Capita che Concettina cada, e che si procuri un serio problema vertebrale che la costringe ad un lungo ricovero (circa 2 mesi). Quando torna a “casa” riesce un pochino a stare seduta, perfino a fare qualche passo, grazie ad un busto che deve indossare tutto il giorno. Ma certo non si può vivere da soli in quelle condizioni, e poi a quell’età (91 anni appena compiuti)… Accade però ciò che forse un sociologo può chiamare “miracolo”, ma che è in realtà un modello applicabile in tutta la nostra società. Infatti, gli operatori del programma “Viva gli Anziani!”, che hanno seguito l’anziana durante il suo ricovero, si preoccupano di attivare le dimissioni protette, che assicurano a Concettina la cura e l’igiene della persona e della casa, 2 volte al giorno, 7 giorni a settimana. Inoltre, trovano il modo di risolvere il problema dei pasti grazie alla disponibilità dei commercianti che esercitano accanto alla casa di Concettina: il bar le garantisce colazione e merenda, un ristorante il pranzo, un altro la cena. Il tutto gratis, ovviamente, anche perchè Concettina non c’è chi non la conosca lì in zona. Non solo, c’è anche il fruttivendolo che ha voluto inserirsi nella compagnia, offrendo le verdure per il minestrone che le piace tanto, e la frutta di stagione. Si tratta in definitiva di una vera e propria rete, che ha aiutato Concettina in un momento di grave difficoltà. Facile, no?

Che bella, l’estate …

“Una visita oncologica? Va bene, signora, venga il 28, alle 15,00”. Dall’altra parte del filo risponde una voce scoraggiata: “Non ci sarebbe per caso un altro orario?”. Niente da fare, prendere o lasciare. L’unico appuntamento in tempi ragionevoli è quello, il 28 di luglio, ore 15,00. Maria, 80 anni, tumore al seno, si rassegna: “Va bene, signorina, lo prendo, grazie…”
Chi è il santo che accompagnerà Maria a quell’ora impossibile per il caldo che fa? Nessuno, lei già lo sa, non è la prima volta che le capita. E sa anche che non finisce lì, perché il medico le prescriverà dei farmaci: quindi bisogna fare i conti anche con la chiusura estiva delle farmacie. D’estate, a piedi, a cercare la farmacia di turno aperta, che spesso è pure fuori zona. “…e poi al TG ci dicono di non uscire nelle ore calde…”.

L’appuntamento

In estate si sa, le giornate sono lunghe, lunghissime, sembrano non finire mai…
Pina, 81 anni, però s’è organizzata bene, quest’anno. Esce poco, e solo la mattina presto, per fare un po’ di spesa. Le medicine ce l’ha tutte; il figlio, prima di partire per le ferie, le ha fatto pure installare un condizionatore d’aria in camera da letto, ma lei non lo accende quasi mai, le dà fastidio alla cervicale; per pagare le bollette, o per fare qualche piccola commissione ci sta il garzone dell’alimentari sotto casa, gli basta una piccola mancia.
“Beh, va tutto bene, peccato che non so cosa fare: riassettare casa e cucinare qualcosa mi prende un po’ di tempo, ma poi? La TV la vedo, ma poco, mi dà ai nervi; leggere ormai mi riesce sempre più difficile. Insomma, prima che arrivino le 12,00 è una gran noia!” Le 12,00? Perché, che succede alle 12,00? “Beh, alle 12,00 ho un appuntamento, ma non si creda, solo al telefono. Si, un appuntamento telefonico, con Gianni, il ragazzo di “Sole si, soli no”; pensi, mi chiama tutti i giorni per sapere come sto, se mi serve qualcosa… E’ gentile, sa? è educato, e poi mi sta a sentire, mi ascolta; non mi attacca subito la cornetta, perché ha capito che a me piace stare un poco a parlare; Gianni mi piace, perché mi ascolta, e questo vuol dire tanto, lo sa? Dopo la telefonata sto meglio, sono più contenta; pensi, anche se sono le 12,00 mi sembra quasi che dalla finestra entri un po’ di quell’arietta fresca e leggera che non si sente più, ormai…”

 
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