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Questo
mese vi proponiamo alcune spigolature raccolte sui giornali.....
Lettera alla Stampa del 30 giugno 2003
Gli anziani d’estate non sono soli
Maria Elena Vanini - Roma
Sono una donna anziana, in discreto stato di salute considerando l’età. Però quando s’avvicina l’estate e il conseguente periodo di ferie, mi viene l’angoscia. Non perché io abbia ancora velleità vacanziere ma perché la solitudine mi spaventa. Roma resta deserta, i negozi sono chiusi, difficile trovare persino farmacie aperte nei pressi di casa. Spesso penso: a chi mi potrei rivolgere in caso di bisogno? Allora mi spavento sul serio perché non saprei a quali santi votarmi. Inutile angosciare i parenti che hanno bisogno del loro meritato riposo, per un’emergenza che si spera non arrivi proprio a luglio e ad agosto. Ma, che fare?
Risponde MICHELA TAMBURRINO:
Forse sottovaluta l’affetto dei suoi parenti che, certo, saprebbero confortarla in questo suo momento di naturale ansia. Fortunatamente esiste un’organizzazione che funziona benissimo e che gratuitamente si occupa degli anziani. E formata da volontari i quali, oltre a parlare al telefono con quanti chiamano, si occupano di fare la spesa per persone anziane, comprare le medicine, accompagnare dal medico quanti ne hanno bisogno. L’assessorato alle Politiche Sociali del Comune dall’anno scorso ha varato questa fortunata iniziativa. Il centro è a via Merulana (06.67105339) dove potrà rivolgersi per informazioni più precise circa il servizio rivolto agli anziani soli in città. Le consiglierei anche di leggere il libretto che Comune e Comunità di Sant’Egidio hanno distribuito da poco e che ha per titolo: «Come rimanere a casa propria da anziani». In duecento pagine troverà i numeri di telefono delle associazioni di volontariato, di farmacie, di ospedali, di geriatri, ma anche i servizi a tutela dei diritti degli anziani, e pure il pronto intervento dell’Acea se le dovesse mancare la luce. Nulla di tutto questo le servirà ma, come lei giustamente sostiene, sapendo si combatte meglio l’angoscia.
Dal “Corriere
della Sera”, del 29 giugno 2003
Sono un anziano di 88 anni e vivo con i miei acciacchi nella mia abitazione.
Mi ha fatto molto piacere il libretto Come rimanere a casa propria da anziani.
La pubblicazione del libretto fa onore a chi lo ha ideato, sovvenzionato e
realizzato. E' un aiuto tangibile agli anziani perché con i consigli dati e
le agevolazioni concesse possono continuare a vivere nel loro ambiente soli in
mezzo ai familiari senza ricorrere al ricovero in un istituto.
Mario Volpato
Da “La Meridiana”, periodico di OSIMO del 13 giugno 2003
“I Vecchi senza amore muoiono”
un tema provocatorio per un invito alla riflessione
di Maria Laura Bevilacqua
Nell’afa pomeridiana di un’estate tropicale, chiudersi in un piccolo teatro ad ascoltare riflessioni sulla vecchiaia non sembra certo un invito allettante. Eppure l’incontro, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio per ricordare i suoi trent’anni di “amicizia con gli anziani’’, meritava una maggiore risonanza ed un pubblico più numeroso: e non già perché il nostro bel Teatrino Campana ha anche il pregio di avere “aria refrigerata al naturale - cosa peraltro non trascurabile di questi tempi ma certamente perché lo spettacolo a cui ho assistito ha dato un messaggio di forte impatto sociale, attraverso brani, immagini e riflessioni di grande interesse culturale.
La nostra è una società che sta gradatamente ed inesorabilmente invecchiando, eppure ci ostiniamo quasi ad esorcizzare la vecchiaia con un “giovanilismo” esasperato e talora ridicolo, con un attivismo frenetico e spesso forzato, senz’altro con l’acquisizione di una mentalità materialistica ed egocentrica.
Voleva farci riflettere la Comunità di Sant’Egidio - operante da anni nel campo della solidarietà e impegnata dal 1972 nel servizio e nell’accoglienza all’anziano — su un problema di attualità che non ci piace affrontare, né come uomini né come cittadini, per cui l’uomo delega la soluzione al politico ed il politico si affida al senso di responsabilità dell’uomo.
L’intervento dell’assessore ai servizi Sociali Francesca Triscari e la presenza dell’on. Luigi Giacco, accanto agli organizzatori di una associazione laica così fortemente animata di spirito evangelico, possono essere il segno di una proficua collaborazione? In fondo, era anche questo l’implicito messaggio dello spettacolo!
La proiezione di un video che ripercorreva i trenta anni di amicizia della Comunità con gli anziani ha fatto da sfondo e da cornice alle
testimonianze, sempre toccanti, di alcune donne anziane, Anna, Giulia o Maria che scrive “aiutate me e tutti gli anziani a restare a casa e a morire fra le proprie cose”: su questo sfondo hanno poi preso vita i brani, le riflessioni, le poesie di giornalisti, letterati o scrittori, a cui hanno prestato la voce un’attrice famosa
come Isa Bellini, un attore emergente come Marco Tomaino e gli ‘‘esordienti’’ del teatro Unitre Maria Strappati, Norma Saluzzi — che ha anche letto una sua bellissima poesia in dialetto - e Luciano Rocchi.
Se Isa Bellini ci ha offerto momenti di grande emozione con una recitazione intensa e carica di pathos e, in una straordinaria varietà di toni, dall’ironico al drammatico, ha prestato la voce all’esperienza
di Maria, di Giulia e di Anna, e l’ osimano Marco Tomaino ci ha coinvolto nella lettura di Tolstoj, un’apprezzabile prova di sé hanno dato anche gli ‘‘esordienti’’ del teatro Unitre, leggendo - e quasi interpretando — bellissimi brani sulla vecchiaia, da Baudelaire a Montale, da De Crescenzo a Luzi. Insomma, momenti di riflessione, di emozione, di preghiera direi, sottolineati dalle pause musicali della chitarra di Sandro Mosca e dal canto di Marina Marconi, dalla bella voce di soprano. Parlare di vecchiaia, come hanno detto i relatori, voleva essere una provocazione, e certo lo è stata: e non solo perché quanto visto ed ascoltato mi ha fatto ricordare che qualità senili - come già scriveva Cicerone nel De Senectute — sono “il senno, l’intelletto e la capacità di
giudizio’’ ma, in particolare, perché in questa corsa egoistica all’edonismo ed alla bellezza esteriore, preferiamo dimenticare
che la vecchiaia è una ricchezza, anzi è parte di noi e, difendendola, difendiamo noi stessi. Ringraziamo, quindi l’infaticabile Maria Strappati - che di questo incontro si è fatta promotrice - l’Amministrazione comunale – che se ne è fatta carico — ed il gruppo romano della Comunità di Sant’Egidio che, con Roberta Ciarniello
ed i suoi amici Pina e Giancarlo, ha voluto ricordarci che sulle storie di Giulia, Anna, Maria e tanti altri anziani si rispecchia la nostra immagine e, soprattutto, si confronta, oltre i colori della pace, la nostra capacità di amare e di progettare il futuro.
Dalle
Lettere a La Repubblica giugno 2003
Valore della memoria e rispetto della vecchiaia
Michele Volta
michelevolta@hotmail.com
A proposito del valore della memoria. Ho apprezzato molto le varie lettere di nipoti che ricordano i nonni e di adulti che rimpiangono i tempi andati. Nella sala d’aspetto del reparto di rianimazione di un ospedale ho trovato una lettera smarrita, scritta vero-similmente da un bambino di sette o otto anni. Diceva: «Nonna stai tranquilla che tornerai a casa presto, che io non vedo l’ora di riabbracciarti 1000 volte. Ricordati che se succede qualcosa tu rimani sempre nel mio cuore. Ricordati sei un leone come me e non ti scorderò mai». I bambini, si sa, sono dei poeti naturali, lo si vede dalla punteggiatura e dalla musica di queste tre righe, dove il verbo ricordare compare tre volte; e com’è denso quel “se succede qualcosa”. Quando muore un vecchio, dopo aver visto tutti i
mari, è come se affondasse un galeone con un tesoro che la memoria può recuperare solo parzialmente. Nel mio lavoro di medico capita spesso di rassegnarsi facilmente alla morte di un anziano. Quella lettera mi ha fatta sentire in colpa per tutte le volte in cui forse mi sono arreso troppo presto. Si dovrebbero guardare i vecchi sempre con gli occhi di quel bambino. Anche se è difficile, in questa gerontofobica civiltà occidentale che professa il culto cieco del bello a tutti i costi e detesta gli inestetismi della vecchiezza. Rincoglioniti, consumatori di protesi, paste adesive e pannoloni, ecco come vengono considerati i vecchi dalle nostre parti. E la giusta deferenza verso la saggezza senile, se la ricorda qualcuno?
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