Anziani tra le righe

Anche questo mese vi proponiamo alcuni articoli letti sui giornali.....

Il Messaggero

La colpa di essere vecchi di Franco Ferrarotti

L’ottimismo ufficiale ha ricevuto un duro colpo. Ci eravamo illusi, e cullati, nell’idea che la società tecnicamente progredita avesse ormai garantito a tutti, uomini e donne, una vita più lunga, una longevità tranquilla, spesa fra giochi e carte, partite a bocce, rammendi e ricami. Errore mortale. E’ bastata un’estate più calda e afosa della media per fare giustizia sommaria delle radiose prospettive di una pensione che, se non proprio d’oro, poteva almeno dignitosamente durare fino al suo termine naturale. No. non è andata così…Un tempo nell’età classica all’epoca di Cicerone, la vita media sfiorava appena i trent’anni. I vecchi erano rari. La loro apparizione destava sentimenti di meraviglia e di devozione.Oggi…Una società iperproduttivistica, tutta protesa verso un avvenire che si ritiene per definizione splendido mentre appare da tutti i punti di vista incerto, è ipnotizzata dal mito della gioventù. Nel momento stesso in cui promette tempo libero per tutti, scatena una fretta senza scopo, una sorta di frenesia che taglia fuori dalla società i vecchi. E’ una società cronofagica, che mangia il tempo della vita invece di assaporarlo, a piccoli sorsi, richiamandosi all’esperienza, e quindi rivalutando il ruolo dei vecchi. Ma una società tutta giocata sulla spinta acquisitiva e competitiva dell’esperienza dei vecchi non sa che farsene.

La Repubblica
Lettera firmata: La qualità della nostra vita da vecchi. di V.Meandri

Amo il teatro; una sola volta ho avuto il privilegio di tributare una lunga ovazione in piedi ad un grande attore. All’unisono, tutti. Il 10 maggio 1996 al teatro Nuovo di Milano, al termine di “Le ultime lune” di Furio Bordon; per tutto il secondo atto, in scena, da solo, a dialogare con una piantina di basilico c’era Marcello Mastroianni. Interpretò un vecchio prossimo a vivere le sue ultime lune. Mastroianni onorò quello che si rivelò poi essere il suo ultimo impegno con la maestria di sempre, con un’adesione totale al ruolo…”…i vecchi dovrebbero essere sacri…perché sacro e terribile è il momento in cui uno cessa di vivere”. Così scriveva Bordon e recitava Mastroianni; ma il sacro ormai nel nostro mondo è sempre più confuso con vana (e mi lasci dire: stupida) superstizione, e dove dovrebbe agire il rispetto, il sacrosanto bisogno di aiuto reciproco, si preferisce aspettare, e poi ammirare e lodare, stupefatti, i miracoli. Superare lo strazio di cui ha scritto Bordon e che ha recitato un’ultima volta Mastroianni, è forse, il solo miracolo, che anche questa estate, tanti vecchi hanno compiuto. Restando vivi, però, non si sono guadagnati i titoli dei giornali.

NOTIZIE dall’ITALIA

(Ansa) Toscana: la regione pensa ad un contributo di solidarietà per gli anziani. Lo stanziamento in bilancio della regione Toscana per anziani non autosufficienti è di 222 milioni di euro per assistere 25 mila persone, ma nel 2005 ci saranno ulteriori 85 mila anziani non autosufficienti o bisognosi di assistenza. Per meglio rispondere a questa domanda il presidente, Claudio Martini, sta pensando di chiedere ai toscani, siano essi con anziani non autosufficienti a carico o no, un contributo di solidarietà… una cifra fatta , in via ipotetica è quella di 5 euro a testa al mese, cioè 10.000 delle vecchie lire, il che significa che una famiglia di quattro persone potrebbe essere chiamata a pagare 240 euro all’anno.

dal MONDO

(La Nazione) Giappone:La donna più longeva del mondo è la giapponese Kamato Hongo: ha compiuto 116 anni e la sua famiglia l’ ha festeggiata a Kagoshima, la città nel sud-ovest dell’arcipelago nipponico dove vive…Il segreto della longevità della signora Hongo? Sta probabilmente nell’alternanza di 48 ore di sonno e 48 ore di veglia, che pratica senza mai sgarrare. Ecco perché, durante la cerimonia organizzata in suo onore dai 140 membri della famiglia, la leggiadra Kamato ha sempre dormito. Il Giappone è il paese con la speranza di vita più alta al mondo: 78 anni di vita per gli uomini, 85 per le donne. Alla base di questa eccezionale longevità c’è un regime alimentare a base di riso, legumi e pesce. Poi uno stile di vita poco stressante, oltre a fattori genetici ancora da decifrare a fondo.