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“The Guardian” – Dar Es Salaam - 8 novembre 2003 |
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Generalmente si da per scontato che in Tanzania sia accordato agli anziani un trattamento di rispetto, purtroppo non sempre è così. In alcune regioni i cittadini “senior” sono tormentati socialmente, fisicamente e psicologicamente. |
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Le famiglie, la società civile e perfino il governo sono stati accusati di non fare abbastanza per proteggere gli anziani. In alcune aree rurali gli anziani sono accusati di essere la causa di calamità naturali come la siccità o le alluvioni. Sono incolpati di aver impedito deliberatamente che piovesse, o di aver provocato inondazioni oppure di compiere atti di stregoneria.
Nelle aree urbane i
cittadini più anziani, appassionatamente chiamati “wazee” (parola swahili che si
usa come forma di rispetto n.d.t.), sono vittime dei programmi di
ristrutturazione. “i tagli di solito colpiscono gli anziani” dice Maganga Paul
Chika (79 a.) un ex consigliere distrettuale di Nzega e Mpanda negli anni
settanta. |
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“Non capisco cosa
significhi che ci sono cure gratuite per gli anziani. Se poi hai bisogno di
qualche cura, nel servizio sanitario statale l’unica cosa gratuita è la visita
medica, non le medicine. I medici ci dicono di comprare le medicine, ma dobbiamo
farlo nelle farmacie private” dice Hamidu Salini (76 a.), un ex militare del
King African Rifles (KAR). |
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L’anziano Salim dice che le forme utilizzate ufficialmente per il trattamento gratuito sono una vera disgrazia. “domande ridicole, tipo: ha un orologio, oppure ha parenti in vita? Etc., ci umiliano”. Secondo Help Age International gli anziani sono in modo significativo tra i più poveri dei poveri in Africa, ma i loro bisogni sono raramente presi in considerazione nei programmi per ridurre la povertà. |
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KHALIFAN SAID |