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Le donne
L'invecchiamento della popolazione comporta anche importanti implicazioni sull'equilibrio tra i sessi.
La femminilizzazione dei gruppi più anziani della popolazione è un fenomeno osservato in tutto il mondo perché le donne vivono più a lungo degli uomini.
Se gli uomini ultra 65enni sono 181 milioni, oggi le donne sono 236 milioni, un terzo in più.
Più è alta l'età, più il rapporto uomo-donna si modifica a favore delle donne.
Infatti, se si considerano gli ultraottantenni, su 100 donne ci sono 53 uomini, poco più della metà.
Se si considerano i centenari la quota degli uomini si riduce ulteriormente a 20 su 100 che costituiscono l' 83% di tutti i centenari.
A causa della loro elevata speranza di vita, la maggior parte delle donne delle "più anziane tra le anziane" sono vedove. Il numero delle donne ultrasessantenni che hanno subito la perdita dei loro compagni supera di gran lunga quello degli uomini.
Questo è vero in ogni parte del mondo. A differenza di quanto si può credere, non è l'Europa, ma l'Africa Sub-Sahariana, gli Stati Arabi del Nord Africa, l'Asia occidentale e l'Asia del Sud ad avere il più elevato numero di vedove ultrassessantenni.
L'Algeria, il Bangladesh, il Botswana, il Burkina Faso, il Burundi, il Camerun, la Cote d'Ivoire, l'Egitto, la Giordania, il Mali, il Marocco, il Senegal, la Tunisia e lo Zimbabwe sono tra i paesi che hanno un numero di vedove almeno 5 volte superiore a quello degli uomini.
Poiché la popolazione anziana, in particolare quella degli ultraottantenni, è in tutto il mondo prevalentemente femminile, le donne anziane hanno una probabilità più elevata rispetto agli uomini di essere sole e prive di sostegno.
Inoltre, poichè ha maggiore probabilità di rimanere in vita la popolazione femminile, quella generalmente più economicamente svantaggiata e analfabeta, "i più anziani tra gli anziani" sono a forte rischio di povertà e di emarginazione in tutto il mondo.
Anche nei paesi economicamente sviluppati, infatti, possiamo notare come gli stipendi e le pensioni delle donne siano mediamente più bassi di quelli degli uomini.
L'aumento degli "anziani più anziani" nel mondo è sicuramente una grande conquista di civiltà. Rappresenta anche per tutta la società una domanda di attenzione e sostegno: infatti con l'avanzare degli anni, aumenta anche la fragilità e la non autosufficienza.
La speranza di vita nel mondo in 50 anni è aumentata di 20 anni, (dai 46,5 anni nel 1950-1955 ai 65,2 anni nel 2002) 5 mesi in più per ogni anno di vita.

In media l'aumento è stato di 9 anni nei paesi sviluppati, di 17 anni nei paesi in via di sviluppo ad alto tasso di mortalità, e di 26 anni nei paesi in via di sviluppo a basso tasso di mortalità.
A prima vista tutto va meglio, ma se è vero che in genere è aumentata la speranza di vita, tuttavia in molte aree del mondo, tra fame e AIDS, la vita media si è accorciata.
Infatti l'aspettativa di vita aumenta in linea con i progressi sociali e sanitari compiuti durante gli ultimi 50 anni.
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