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La Bibbia |
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Dal libro di Ester 3, 1-15 1 7Il primo mese, cioč il mese di Nisan, il decimosecondo anno del re Assuero, si gettō il pur, cioč la sorte, alla presenza di Amān, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul tredici del decimosecondo mese, chiamato Adār. 8Allora Amān disse al re Assuero: "Vi č un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. 9Se cosė piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farō passare diecimila talenti d'argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel tesoro reale". 10Allora il re si tolse l'anello di mano e lo diede ad Amān, l'Agaghita, figlio di Hammedāta e nemico dei Giudei. 11Il re disse ad Amān: "Il denaro sia per te: al popolo fā pure quello che ti sembra bene". 12Il tredici del primo mese furono chiamati i segretari del re e fu scritto, seguendo in tutto gli ordini di Amān, ai satrapi del re e ai governatori di ogni provincia secondo il loro modo di scrivere e ad ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con il sigillo reale. 13bEssendo io alla testa di molte nazioni e avendo l'impero di tutto il mondo, non esaltato dall'orgoglio del potere, ma governando sempre con moderazione e con dolcezza, ho deciso di rendere sempre indisturbata la vita dei sudditi, di assicurare un regno tranquillo e sicuro fino alle frontiere e di far rifiorire la pace sospirata da tutti gli uomini. 13cAvendo io chiesto ai miei consiglieri come tutto questo possa essere attuato, Amān, distinto presso di noi per prudenza, segnalato per inalterata devozione e sicura fedeltā ed elevato alla seconda dignitā del regno, 13Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte le province del re, perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del decimosecondo mese, cioč il mese di Adār, e si saccheggiassero i loro beni. 13gperché questi nostri oppositori di ieri e di oggi, precipitando violentemente negli inferi in un sol giorno, ci assicurino per l'avvenire un governo completamente stabile e indisturbato". 13fabbiamo ordinato che le persone a voi segnalate nei rapporti scritti da Amān, incaricato dei nostri interessi e per noi un secondo padre, tutte, con le mogli e i figli, siano radicalmente sterminate per mezzo della spada dei loro avversari, senz'alcuna pietā né perdono, il quattordici del decimosecondo mese, cioč Adār; 13eConsiderando dunque che questa nazione č l'unica ad essere in continuo contrasto con ogni essere umano, differenziandosi per uno strano tenore di leggi, e che, malintenzionata contro i nostri interessi, compie le peggiori malvagitā e riesce di ostacolo alla stabilitā del regno, 13aQuesta č la copia della lettera: "Il grande re Assuero ai governatori delle centoventisette province dall'India all'Etiopia e ai capidistretto loro subordinati scrive quanto segue: 13dci ha avvertiti che in mezzo a tutte le stirpi che vi sono nel mondo si č mescolato un popolo ostile, diverso nelle sue leggi da ogni altra nazione, che trascura sempre i decreti del re, cosė da impedire l'assetto dell'impero da noi irreprensibilmente diretto. 14Una copia dell'editto, che doveva essere promulgato in ogni provincia, fu resa nota a tutti i popoli, perché si tenessero pronti per quel giorno. 15I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re e il decreto fu promulgato subito nella cittadella di Susa. Mentre il re e Amān stavano a gozzovigliare, la cittā di Susa era costernata.
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