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Questa nostra riunione è finita, ognuno deve tornare alla propria casa e ognuno dovrà riflettere a quello che è stato detto qui. Per merito della Comunità di Sant'Egidio, noi oggi abbiamo potuto fare delle riflessioni, pensare a quello che è accaduto e compiacerci perché possiamo dire che ormai quegli episodi sono passati e noi dovremo fare di tutto perché non ritornino. Noi dobbiamo essere sicuri nella nostra fede, essere sicuri che noi abbiamo di fronte a noi un avvenire solo se potremo essere concordi e in pace e cercare di fare del bene al nostro prossimo. E' uno dei principi basilari dell'ebraismo: dare al povero quello di cui ha bisogno. Noi siamo stati tutti poveri quando la guerra è scoppiata, ma non c'è stato chi ci ha dato qualcosa per poterci sostentare. Credo che dobbiamo essere grati al Signore che ci ha mantenuto in vita fino ad oggi, mantenendo quello che è stato il detto famoso: l'eternità del popolo di Israele non potrà essere smentita. Il popolo ebraico ne ha sofferto di tutti i generi, in tutti i paesi del mondo, però eccoci ancora qui, pochi, ma saldi nelle nostre convinzioni. Credo che dobbiamo tutti insieme essere concordi e - dato che quest'anno vedo che c'è ancora più gente degli anni passati - dobbiamo aiutare la comunità di Sant'Egidio nella sua opera, che è un'opera di bene, di serenità, di pace e di concordia. |