Giornata
della memoria
27 gennaio 2004
Immigrati
e Antisemitismo:
Una sfida per la convivenza civile
I
risultati di un’inchiesta condotta dalla Comunità di
Sant’Egidio
tra gli immigrati presenti in Italia:
la scarsa conoscenza, i pregiudizi, il ruolo positivo
della scuola L.Massignon
Il questionario
Il questionario è stato
somministrato nel periodo tra il 1° e il 12 ottobre 2003,
cioè dal momento dell'iscrizione alla scuola fino alla
vigilia della Manifestazione in memoria della deportazione
degli ebrei romani (16 ottobre 1943), che la Comunità
organizza ogni anno insieme alla Comunità ebraica di
Roma; poiché in occasione di questo evento nelle classi
si affronta il tema dell'antisemitismo si è deciso di
concludere la somministrazione del questionario prima
della discussione in modo che gli studenti non ne fossero
influenzati; il numero degli intervistati è quindi
contenuto rispetto al totale degli iscritti ai corsi di
quest'anno, proprio perché non sono stati interpellati
gli studenti iscritti successivamente al 12 ottobre.
Hanno risposto alle domande 750 studenti delle Scuole L.
Massignon di Roma (620) e Firenze (130). Al fine di
ridurre al minimo il rischio di fraintendimenti o di
comprensione errata delle domande, queste sono state
tradotte in nove delle lingue più usate dagli studenti e
precisamente: inglese, francese, spagnolo, rumeno,
polacco, russo, ucraino, arabo, bengoli.
Nel mese di giugno il questionario era stato testato su un
campione di studenti di una classe di livello linguistico
avanzato lasciando la possibilità di indicare risposte
anche non presenti tra quelle proposte; sulla base del
risultato del test sono state aggiunte alla versione
originaria del questionario alcune risposte frequentemente
suggerite dagli intervistati.
Per quanto riguarda le domande, queste sono state
elaborate dopo una valutazione di inchieste e testi
sull'antisemitismo con particolare attenzione agli aspetti
della cultura di massa e di una pedagogia sulla memoria.
In particolare:
- L. Levi, Che cos'è
l'antisemitismo? Per favore rispondete, Mondadori, 2001
- N. Tedeschi, A domanda rispondo, 36 domande
sull'ebraismo con relative risposte, Giuntina, 1996
- E. Loewenthal, L'Ebraismo spiegato ai miei figli,
Bompiani, 2002
- F.M. Feltri, Per discutere di Auschwitz, le domande
perenni, le tendenze della ricerca, i problemi ancora
aperti, Giuntina, 1998
- P. Stefani, Gli ebrei, Il Mulino, 1997
- E. Traverso (a.cura di), Insegnare Auschwitz, Bollate
Boringhieri, 1995
La risposta n° 3
("Professare la religione ebraica o appartenere al
popolo ebraico") alla prima domanda "Cosa vuol
dire essere ebreo?" è tratta dal glossario del sito
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
(www.ucei.it)
Il campione
Il campione descritto
schematicamente dalle seguenti tabelle, risulta composto
da studenti provenienti da 39 paesi dei diversi
continenti, quindi appare sufficientemente rappresentativo
dal punto di vista dell'origine degli interpellati. E'
costituito da tutti gli iscritti al corso annuale della
Scuola Massignon, (alcuni per la prima volta, altri avendo
già frequentato i corsi precedentemente): 750 immigrati
giunti nelle prime due settimane. Oggi la scuola ha già
superato le 1200 iscrizioni.
Si nota una forte
prevalenza di donne (75%) e di persone provenienti dalle
aree Europa dell'Est/Ex-Urss (insieme il 66,1%); questi
dati riflettono bene la tendenza migratoria in Italia di
questi ultimi anni segnata dalla forte presenza delle due
categorie sopra citate.
Si tratta poi
principalmente di persone giunte in Italia da poco tempo
(il 44% da un anno o meno) che infatti sentono la
necessità di studiare ed apprendere la lingua del paese
che li ospita. Tuttavia, com'è ormai noto, sono portatori
di un livello di scolarizzazione assai elevato, dato che
ben il 49,5% ha un titolo di scuola superiore ed il 46,5
la laurea.
Lettura
dei dati
La scarsa conoscenza
Tra le indicazioni che emergono dai risultati del
sondaggio il dato prevalente sembra essere quello della
scarsa conoscenza se non proprio dell'ignoranza della
realtà e della storia del popolo ebraico manifestata
dagli intervistati. A questo proposito si può notare ad
esempio la bassa percentuale di intervistati che hanno
risposto esattamente alla domanda sul numero delle vittime
dell'Olocausto - soltanto il 18,8%, quindi l'81,2% degli
intervistati risponde in maniera errata.
Anche le risposte alla domanda sulla differenza
esistente tra ebreo ed israeliano confermano questa
indicazione: solo il 37,2% afferma che esiste una
differenza; il restante 62,8% è formato da chi nega che
esista una differenza (24,5%), da chi non lo sa (31,5%) o
non risponde (6,8%).
Un'ulteriore conferma viene anche dai risultati
relativi ad una domanda a risposta aperta presente nel
questionario:
"Qual è secondo te la principale differenza tra la
religione ebraica e quella cristiana?"
Risulta alto il numero delle persone che dichiarano di
non sapere quale sia la differenza tra le due religioni o
non rispondono affatto (insieme il 53, 3); inoltre tra
quelli che si cimentano con la domanda non pochi
forniscono risposte molto lontane dalla realtà (la scarsa
conoscenza riguarda dunque anche l'aspetto propriamente
religioso), ne citiamo solo alcune come esempio:
- gli ebrei credono ai loro dei, i cristiani solo in
Dio
- la religione ebraica non crede in Dio
- gli ebrei non credono in Dio
- gli ebrei credono in Adamo ed Isacco, i cristiani nelle
immagini e nel Papa
- gli ebrei credono in Budda i cristiani in Dio
- il giudaismo crede nel fondatore Giuda
Leggendo i dati alla luce della provenienza degli
intervistati, maggior ignoranza sull'argomento si
riscontra in coloro i quali vengono dall'Asia e
dall'America Latina:
- sono i due gruppi che non rispondono alla domanda
sull'olocausto in percentuale maggiore rispetto a tutti
gli altri - 30% - , mentre il dato generale di chi non
risponde si attesta sul 20%
- dopo il gruppo Maghreb-MO sono i due gruppi che
maggiormente negano che ci sia differenza tra ebreo e
israeliano
- sono i due gruppi che maggiormente scelgono la risposta
inesatta "abitare in Israele" alla domanda
"cosa vuol dire essere ebreo"
Il dato sulla scarsa conoscenza appare ancora più
sorprendente se si considera che il livello di istruzione
del campione è medio-alto infatti l'86% degli
intervistati ha un titolo di studio conseguito alla scuola
secondaria superiore o all'Università.
Razzismo e antisemitismo
Per quanto riguarda la posizione antisemita questa
sembra essere contenuta, seppure presente. Osservando le
risposte si nota ad esempio che una percentuale bassa (30
persone in tutto, il 4%) si dichiara apertamente razzista.
Non siamo lontani da altre indagini sul razzismo in
Italia. Chi ritiene di "fregiarsi" del titolo
è, ovviamente, in numero più limitato di chi è toccato
dal problema. Ci sono poi 39 intervistati (5,2%) che non
hanno voluto rispondere alla relativa domanda; si
giungerebbe - anche sommando tutto questo universo - ad un
9,2% di persone che alla domanda "Tu pensi di essere
razzista?" quantomeno non rispondono "no".
Ugualmente bassa è la percentuale di coloro che alla
domanda sulle cause della persecuzione degli ebrei nella
storia hanno scelto la risposta "per loro
responsabilità", (6,3%).
Inoltre si nota che la questione mediorientale
influenza le risposte degli studenti appartenenti al
gruppo Maghreb-MO: sono il gruppo che ha la percentuale
più alta di "non risponde" alle varie domande,
e sono coloro che maggiormente affermano non esistere
differenza tra ebreo e israeliano, 39,1% contro la media
del 24%.
Il ruolo della Scuola Massignon
Una chiave di lettura interessante è considerare le
risposte alla luce di un particolare criterio: il tempo da
cui l'intervistato frequenta la Scuola Massignon o ha
incontrato la Comunità di Sant'Egidio. Scomponendo il
gruppo degli intervistati in due gruppi, il primo formato
da coloro che hanno conosciuto la Scuola nel 2003 e il
secondo da tutti gli altri (coloro cioè che la
frequentano da prima del 2003), abbiamo i seguenti
risultati relativamente ad alcune domande prese in
considerazione:
1) Rispetto al dato complessivo di chi non sente la
necessità di prendere nettamente le distanze dal razzismo
(9,2% totale) alla domanda diretta "Pensi di essere
razzista?" :mentre gli studenti che da poco hanno
conosciuto la scuola in misura dell'11,8% rispondono sì o
scelgono di non rispondere, tra coloro che frequentano da
maggior tempo la percentuale scende nettamente al 5,5%
2) alla domanda "Si dice che gli ebrei siano
avari. Secondo te è vero? Dice "no o "come
tutti" il 43,3% dei nuovi studenti; mentre scelgono
queste due risposte il 52,5% degli studenti più
"vecchi"
3) mentre tra i nuovi studenti il 7,6% afferma che gli
ebrei sono stati perseguitati per loro responsabilità, la
percentuale scende al 4,3% di chi frequenta la scuola da
più tempo
4) analogamente la risposta corretta alla domanda
"cosa vuol dire essere ebreo" è scelta dal
72,1% dei nuovi e dal 79,1% dei vecchi studenti
Lo stesso avviene tra coloro che pensano vi sia
differenza tra ebreo e israeliano (33,8 contro 42,3) e tra
coloro che non rispondono e non sanno la differenza tra la
religione cristiana e quella ebraica (57,3 contro il
45,4).
Si nota con una certa evidenza che le persone che
frequentano da più tempo la Scuola esprimono una
conoscenza ed una coscienza maggiore del problema. La
socializzazione, l'interscambio italiani-immigrati e tra
immigrati di diversa provenienza, l'abitudine al dialogo e
i metodi della Scuola Massignon, i contenuti utilizzati
per veicolare una crescita della conoscenza e della
cultura italiana a livello di base ed intermedio, la
partecipazione di alcuni al movimento di Genti di pace e
l'esperienza diretta sotto il segno della tolleranza e
della conoscenza del dramma della Shoah e di diverse
culture e tradizioni religiose, evidentemente mostrano la
loro efficacia. Su questo punto è previsto uno studio
successivo.
Un ambiente decisamente orientato verso la convivenza
tra culture e religioni differenti, dove ogni anno si fa
memoria del giorno della deportazione degli ebrei romani
costituisce un "antidoto" nei confronti di
fenomeni di antisemitismo.
Questo mutamento si riscontra anche tra gli studenti
del gruppo Maghreb-Medio Oriente: all'interno di questo
gruppo, infatti, i vecchi studenti - rispetto ai nuovi -
rispondono meglio alla domanda sul numero delle vittime
dell'Olocausto (16,7% contro 0% indicano la risposta
esatta) e a quella su cosa voglia dire essere ebreo (83,3%
contro 29,4%).
copyright
Comunità di Sant'Egidio gennaio 2004
|