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BISOGNO DI TE |
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ANZIANI
E IMMIGRATI: Febbraio 2002 LL’inchiesta è stata svolta a Novara, nel dicembre 2001, per indagare il ricorso delle famiglie di anziani al lavoro degli immigrati al fine di soddisfare le necessità di accudimento e cura presso il domicilio. Si tratta di un’indagine condotta su un campione casuale costituito da 360 anziani, che costituisce ben il 2% della popolazione anziana di Novara. Gli anziani intervistati provengono da tutti i quartieri e sono rappresentativi di tutte le fasce di età all’interno degli ultrasessantacinquenni. Si tratta di anziani che vivono a casa, il 48,3% ha 80 anni e più, per il 77,2% sono donne, il 32,8% è non autosufficiente.
Dei 360 anziani che hanno risposto al questionario ben 81 usufruiscono in modo stabile e continuativo dell’aiuto domiciliare di personale straniero. Ovvero il 22,5% degli anziani ha bisogno per vivere con dignità di garantirsi un sostegno a pagamento, cioè 1 anziano su 5. Chi sono gli anziani che si avvalgono di questo aiuto? La fascia d’età più interessata è quella relativa agli ultraottantenni. Infatti 54 degli 81 che si avvalgono della collaborazione di stranieri hanno superato la soglia degli 80 anni. Tra coloro che hanno meno di 80 anni è il 14,5% a ricorrere ad aiuti, mentre la percentuale sale al 31% per quanto riguarda gli ultraottantenni, cioè 1 cittadino anziano con più di 80 anni su 3 ricorre all’aiuto di uno straniero. È chiaro che col crescere dell’età aumenta la disabilità e quindi la necessità di ricorrere ad un sostegno nelle attività della vita quotidiana.
Tavola
2 - Anziani
assistiti da stranieri
Se si considerano tutti gli anziani intervistati, coloro che hanno meno di 80 anni rappresentano il 51,7%. Se si prendono in esame gli anziani che hanno uno straniero quasi il 67% è ultraottantenne. Osservando la suddivisione per genere si nota che sia nell’intero campione, sia nel sottogruppo degli anziani con stranieri, le donne risultano maggiormente rappresentate. Sono infatti oltre il 75% in tutti e due i casi. Tuttavia la componente maschile, pur residuale, presenta un bisogno di aiuto più accentuato rispetto al gruppo femminile: i maschi aiutati da uno straniero sono il 24%, le femmine il 22%.
Se si considera il grado di autosufficienza, il 76% degli anziani aiutati da stranieri è non autosufficiente, mentre i non autosufficienti dell’intero campione rappresentano il 33%. È chiaro che la domanda di aiuto si colloca prevalentemente nella fascia di cittadini anziani con maggiori caratteristiche di fragilità. La metà dei non autosufficienti, infatti, ha uno straniero che aiuta, mentre per gli autosufficienti la percentuale si riduce all’8%.
Il lavoro svolto da uno straniero presso il domicilio di un anziano autosufficiente presenta caratteristiche diverse rispetto a quello fornito ai non autosufficienti. È minore infatti il numero delle ore di servizio prestato, in considerazione del minor carico assistenziale dovuto. Tuttavia si consideri la non irrilevanza del fenomeno, che conferma l’utilità del lavoro prestato dagli stranieri anche a quelle persone che non presentano limitazioni importanti dell’autonomia, ma che comunque chiedono un aiuto come prevenzione e come garanzia di benessere. Osserviamo ora più da vicino il gruppo degli anziani che hanno risposto positivamente alla domanda se si avvalgono o meno dell’aiuto di uno straniero. Più del 40% vive da solo.
Per quanto riguarda la composizione familiare, più della metà delle famiglie è costituita da persone sole (66%). Calcolandole insieme alle coppie anziane, emerge che l’80% dell’intero gruppo è rappresentato da nuclei composti di soli anziani. Anche il numero medio di componenti per famiglia (1,5) sembra confermare il dato della solitudine.
Osservando il grado di autosufficienza degli anziani, risulta che più del 75% è composto da anziani non autosufficienti. Sono gli uomini ad essere più dipendenti: la percentuale di non autosufficienti maschi è più alta di quella femminile. Tavola
7 - Anziani con stranieri per genere e grado di autosufficienza
Per l’età avanzata, per le condizioni sociali di solitudine, per lo stato di salute, si tratta, come si evince da questi dati, di anziani fragili. Ulteriore riprova del dato sulla solitudine è il fatto che ben 45 anziani, cioè più della metà, dichiarano di dover far fronte da soli alle preoccupazioni per la gestione della propria vita quotidiana. Il restante 44,4% ha parenti che si occupano di loro: si tratta perciò di famiglie che, pur facendosi carico del proprio congiunto, non riescono a fornirgli tutti gli aiuti necessari contando solo sulle proprie energie. Devono pertanto ricorrere ad aiuti esterni per garantirgli la necessaria assistenza.
Tavola
8 - Anziani con stranieri per parenti che si occupano di loro e grado di autosufficienza
Dal campione esaminato risulta che il 13,3% delle famiglie aiutate da uno straniero sono costituite da coppie di anziani (un quarto degli anziani con stranieri). Spesso accanto ad un anziano non autosufficiente si trova un congiunto anch’esso anziano e quindi più difficilmente in grado di assumersi gli oneri assistenziali. Si tratta di nuclei familiari in cui si sommano diverse fragilità. Appare anche significativa la presenza di stranieri in nuclei familiari in cui entrambi i coniugi sono autosufficienti. Pur non dichiarando particolari difficoltà, queste famiglie hanno comunque bisogno di qualche aiuto. In una famiglia di soli anziani la collaborazione domestica è una sicurezza in più e un comfort che non può essere considerato solo un lusso, ma un prezioso aiuto per una migliore qualità della vita.
Tavola 9 - Coppie di anziani con stranieri per grado di autosufficienza della moglie e del marito
Va anche considerato che, grazie alla crescita della longevità, i parenti più prossimi di chi ha superato gli 80 anni, come i figli, sono anch’essi individui entrati nell’età anziana. In queste condizioni è necessario avvalersi di collaborazioni esterne all’ambito familiare per consentire una vita dignitosa a chi conosca limitazioni nell’autonomia. |
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