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ANZIANI
E IMMIGRATI: Novembre 2001
18 immigrati sono coinvolti in rapporti di lavoro a domicilio presso anziani. Di questi, 11 prestano la loro opera ad ore, 7 lavorano ad orario continuato.
130 immigrati sono coinvolti in rapporti di lavoro a domicilio presso anziani. Di questi, 30 prestano la loro opera ad ore, 98 lavorano ad orario continuato; per 2 casi, infine si configurano altre tipologie di collaborazione di tipo più occasionale.
Gli stranieri che lavorano a casa degli anziani intervistati hanno un'età compresa fra i 30 e i 52 anni con una media dei 39 anni e sono tutte donne. Tutti gli stranieri intervistati provengono da paesi dell’Europa.
Incrociando i dati sulla cittadinanza a quelli relativi ai permessi di soggiorno, emerge che le provenienza dalla Romania è contraddistinta da una maggiore incidenza di condizioni di irregolarità.
Il 21,7% del nostro campione ha uno straniero che, a diverso titolo, aiuta nel domicilio dell’anziano. Questa percentuale è molto più alta di quel 3,5%, indicato in tutti i documenti di programmazione socio sanitaria come il tasso di incidenza degli anziani non autosufficienti sul totale della popolazione anziana e su cui andrebbero concentrati tutti gli interventi di protezione sociale. Le persone che hanno bisogno di aiuto, evidentemente, sono molte di più. Del resto, già nel 1994 l’ISTAT aveva rilevato nella sua “Indagine multiscopo sulle famiglie” come oltre un milione di individui oltre i 60 anni di età non fosse in grado di svolgere una semplice ma necessaria attività di cura di sé, come fare il bagno o la doccia da solo; come oltre 300.000 non fossero in grado di vestirsi o spogliarsi da soli e 200.000 avessero bisogno d’aiuto per mangiare. L’area della disabilità si caratterizza anche per la presenza di anziani con grandi difficoltà, come ad esempio il 10% degli ultra 75enni non in grado di uscire di casa. La dimensione della relazione con gli altri è pure segnata da condizioni di non autonomia: il 6,4% degli ultra 75enni parla, sente o vede con difficoltà. Ciò conferma che ad avere bisogno d’aiuto non sono solo i non autosufficienti gravi, ma anche tutta quella fascia di popolazione anziana che sperimenta delle graduali limitazioni. Un aiuto, infatti, può rallentare il processo di perdita dell’autosufficienza. Ecco perché è assai prezioso salvaguardare e promuovere nel nostro paese il lavoro domiciliare svolto dagli stranieri. La domanda da parte degli anziani e delle famiglie è destinata a crescere, secondo i trend demografici che vedono il nostro paese, come è noto, tra i più avanzati del mondo quanto a invecchiamento della popolazione. Ai legislatori si chiede di recepire e di favorire in modo coerente questo delicato ed importante aspetto della qualità del vivere di tanti anziani e di tante famiglie italiane. |
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