Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - preghiera - preghier...i giorno contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Preghiera ogni giorno


 
versione stampabile

Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Dal libro dell'Ecclesiaste 7,1-10

Un buon nome è preferibile all'unguento profumato
e il giorno della morte al giorno della nascita.
E' meglio andare in una casa in pianto
che andare in una casa in festa;
perché quella è la fine d'ogni uomo
e chi vive ci rifletterà.
E' preferibile la mestizia al riso,
perché sotto un triste aspetto il cuore è felice.
Il cuore dei saggi è in una casa in lutto
e il cuore degli stolti in una casa in festa.
Meglio ascoltare il rimprovero del saggio
che ascoltare il canto degli stolti:
perché com'è il crepitio dei pruni sotto la pentola,
tale è il riso degli stolti.
Ma anche questo è vanità.
Il mal tolto rende sciocco il saggio
e i regali corrompono il cuore.

Meglio la fine di una cosa che il suo principio;

è meglio la pazienza della superbia.

Non esser facile a irritarti nel tuo spirito, perché l'ira alberga in seno agli stolti. Non domandare: "Come mai i tempi antichi erano migliori del presente?", poiché una tale domanda non è ispirata da saggezza.

 

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Qoèlet, nel capitolo precedente ha criticato severamente le "molte parole" (6,11) che non fanno che aumentare il "soffio di vento" (hebel), lo smarrimento e l’incertezza. Forse si riferiva alla convinzione dominante secondo cui le azioni buone producono felicità e quelle cattive sventura o, nella versione religiosa, Dio punisce i malvagi e premia gli onesti. Qoèlet contesta questa sapienza che si esprimeva attraverso alcuni proverbi popolari. Il primo riguarda la buona fama: "meglio un nome che olio buono" (v. 1). Nessuna ricchezza eguaglia la buona reputazione. In questo senso è meglio il giorno della morte rispetto a quello della nascita perché il "buon nome" non lo si eredita, lo si conquista. Il secondo proverbio (v. 2) sostiene che è meglio andare in una casa colpita da dolore piuttosto che in quella dove si fa festa. È a dire che si impara più dai dolori che dai successi. Il terzo proverbio (v. 3) afferma che è meglio soffrire che ridere. Solo un volto sofferente ha in verità un cuore buono perché il dolore insegna la sapienza. Il quarto proverbio dice che è meglio ascoltare il rimprovero del saggio che il canto dello stolto (v. 4). Il saggio capisce che il mondo va verso la morte e può quindi conoscere la verità della vita, mentre lo stolto è superficiale. Secondo il quinto proverbio (v. 5) siamo tutti stolti, ossia illusi ottimisti ai quali s’adatta il rimprovero del saggio più che gli elogi dello stolto. In verità, tutto ciò è "vanità" (v. 6). Questi proverbi non sono espressione di vera sapienza, perché non nascono da chi ha "cuore", ossia una mente libera e serena. Costoro parlano sotto la pressione di eventi dolorosi; e il dolore distorce la capacità di giudizio: "l’oppressione rende stolto il saggio e corrompe il suo forte cuore" (v. 7). Chi è rassegnato e non spera più che sia possibile cambiare le cose giunge a dire: è "meglio la fine di una cosa che il suo principio" (v. 8a). A costui Qoèlet obietta con un proverbio tradizionale: "Meglio la lunghezza del respiro che l’altezza del respiro" (v. 8b). Il "respiro corto" è segno di impazienza, di agitazione e di angoscia. Il respiro "alto" invece indica l’arroganza, che è una forma di disperazione verso il presente e il futuro. Qoèlet sceglie per il "respiro lungo" che non si fissa ossessivamente sul presente indesiderabile ma è capace di umile attesa e di pazienza. Non è saggio perciò lamentarsi e addolorarsi continuamente per come va il mondo, perché "l’ira abita nel petto degli stolti" (v. 9b). Lo stolto piange continuamente sulla cattiva sorte del mondo, non riesce a vedere che mali e cattiverie, e si augura che tutto finisca presto, perché "meglio la fine di una cosa che il suo inizio" (v. 8a). Qoèlet contesta i nostalgici del passato. Costoro, sempre pronti a recriminare sul presente, si rifugiano nel rimpianto di un’età dell’oro ormai passata. Non è saggio chiedersi se i tempi antichi erano migliori del presente, magari rifugiandosi in un futuro non ancora presente. Il sapiente sa cogliere l’oggi della propria esistenza.


09/03/2010
Memoria della Madre del Signore


Calendario della settimana
GEN
15
domenica 15 gennaio
Liturgia della domenica
GEN
16
lunedì 16 gennaio
Preghiera per la pace
GEN
17
martedì 17 gennaio
Preghiera con Maria, madre del Signore
GEN
18
mercoledì 18 gennaio
Preghiera con i Santi
GEN
19
giovedì 19 gennaio
Preghiera per la Chiesa
GEN
20
venerdì 20 gennaio
Preghiera della Santa Croce
GEN
21
sabato 21 gennaio
Vigilia del giorno del Signore
GEN
22
domenica 22 gennaio
Liturgia della domenica