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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Lunedì dell’Angelo.
Memoria di san Marco. Divise con Barnaba e Paolo, e poi con Pietro, l’impegno per testimoniare e predicare il Vangelo. È l’autore del primo Vangelo scritto.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 28,8-15

Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli.

Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: "Salute a voi". Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: "Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno".

Mentre esse erano per via, alcuni della guardia giunsero in città e annunziarono ai sommi sacerdoti quanto era accaduto. Questi si riunirono allora con gli anziani e deliberarono di dare una buona somma di denaro ai soldati dicendo: "Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo. E se mai la cosa verrà all'orecchio del governatore noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni noia". Quelli, preso il denaro, fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questa diceria si è divulgata fra i Giudei fino ad oggi.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Vangelo, come a non volerci far uscire dalla Pasqua, ci fa restare nel giorno della risurrezione. Matteo ci presenta Gesù che va incontro alle donne mentre esse correvano verso la casa dove si trovavano i discepoli. Gesù dice a quelle donne: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno”. Il Maestro vuole che il Vangelo della risurrezione sia annunciato e che i “suoi fratelli” lo incontrino. È un invito che vale per tutti i discepoli. Ogni generazione infatti deve raggiungere la propria Galilea per incontrare il risorto. Non mancano coloro che vorrebbero bloccare l’annuncio della Pasqua. L’evangelista narra che i capi religiosi, spaventati dal racconto delle guardie, le corrompono con il denaro e le convincono a mentire: il corpo di Gesù è stato rubato dai discepoli mentre loro dormivano. Sono due testimonianze opposte: da una parte due povere donne, dall’altra le guardie ben più credibili. È singolare ascoltare questo Vangelo . Il mondo vuole le tombe sigillate e si serve della menzogna e della corruzione perché non si sparga la notizia che egli è risorto. Il principe del male è disposto a tutto perché non sia divulgata la notizia liberatrice della vittoria della vita sulla morte, dell’amore per gli altri sull’amore per se stessi. Da allora, chiunque annuncerà questa notizia potrà essere trascinato davanti a re e giudici per essere condannato. In questo nostro mondo c’è una cultura di morte che inizia già dai primi anni di vita con l’educazione all’egoismo e al pensare solo a se stessi, che poi diventa disprezzo per la vita degli altri e per la vita di chi soffre. La cultura della morte droga i vivi, li abbrutisce, li spegne, perché siano schiavi e giustifica il commercio della morte: il cibo viene nascosto agli affamati, la droga viene offerta ai rassegnati, le armi vengono vendute agli adirati. E si muore, si muore in tante terre, in modi diversi, credendo che ciò avvenga per motivi diversi, ma il disegno è sempre lo stesso: è il disegno della cultura di morte che vuole gli uomini sin da giovani stupidi ed egoisti per farne dei servi. L’intimidazione e la corruzione vogliono far tacere il Vangelo della vita. Non sono riusciti a far tacere il Signore Gesù e lo hanno ucciso. Ora vogliono far tacere anche i suoi discepoli. Non abbiate paura! Bastano due povere donne, obbedienti in tutto al Vangelo per vincere l’intrigo dei capi.


25/04/2011
Lunedì dell'Angelo


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