Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - preghiera - preghier...i giorno contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Preghiera ogni giorno


 
versione stampabile

Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Matteo 22,1-14

Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: "Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono gia macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Signore continua a insegnare attraverso il linguaggio delle parabole. E parla di un re che festeggia le nozze del figlio a cui vuole invitare gli ospiti. È l’invito alla salvezza che il Signore continua rivolgere a tutti i popoli e a tutte le singole persone. Purtroppo continua ancora oggi ad accadere che tanti rifiutano l’invito rivoltogli. Ma il re non si rassegna; è a tal punto desideroso della nostra salvezza da continuare a bussare alla porta del nostro cuore. Invia, infatti, nuovi servi, ossia continua a far risuonare la predicazione evangelica. Spesso, però, dopo averla ascoltata, la blocchiamo preferendo ad essa i nostri affari, i nostri impegni. È il rifiuto che viene opposto all’invito dei servi del re. I propri affari sono più importanti della convocazione del re. Quest’ultimo, indignato, invece di altri servi invia l’esercito per sterminare quegli assassini e per distruggere i loro beni. In verità, la cura eccessiva per i nostri beni ci pone in una competizione che diviene talvolta così spietata da spingerci alla vicendevole distruzione. Il re comunque non si arrende e manda di nuovo i servi a chiamare tutti coloro che incontrano per invitarli al banchetto di nozze. È il senso della universalità dell’invito evangelico: tutti gli uomini, tutti i popoli sono chiamati ad accorrere alla salvezza. E in effetti questa volta l’invito è raccolto e la sala si riempie di commensali. Il Vangelo nota che l’invito fu rivolto sia ai buoni che ai cattivi. Davvero nessuno è escluso dal banchetto. E, con compiacimento, si nota che la sala si riempì di commensali. Sembra quasi che a Dio non interessi come siamo; quel che vuole è che ci siamo. In quella sala ci sono tutti. Anzi, a sentire altre pagine del Vangelo, si direbbe che i poveri e i peccatori, le prostitute e i pubblicani, precedono i giusti nell’entrare. In ogni caso, chiunque arriva è accolto; non importa se ha meriti o meno, e neppure se è a posto o no con la coscienza. A prima vista nella sala non si riesce a distinguere chi è santo e chi è peccatore, chi è puro e chi è impuro. Ovviamente il Vangelo non vuole cancellare la responsabilità di ciascuno: siamo tutti invitati a confrontarci con l’amore sia verso il Signore che verso i poveri e i fratelli. E il re, che legge nel cuore, vede se abbiamo o no la “veste nuziale”, ossia l’abito della misericordia. È un abito che tutti dobbiamo indossare, ricordandoci che la misericordia copre un gran numero di peccati. È l’assenza di amore e di misericordia che rende la vita già da ora un inferno. Al contrario, l’amore e la misericordia aprono le porte del cielo sin da questa terra.


18/08/2011
Memoria della Chiesa


Calendario della settimana
GEN
15
domenica 15 gennaio
Liturgia della domenica
GEN
16
lunedì 16 gennaio
Preghiera per la pace
GEN
17
martedì 17 gennaio
Preghiera con Maria, madre del Signore
GEN
18
mercoledì 18 gennaio
Preghiera con i Santi
GEN
19
giovedì 19 gennaio
Preghiera per la Chiesa
GEN
20
venerdì 20 gennaio
Preghiera della Santa Croce
GEN
21
sabato 21 gennaio
Vigilia del giorno del Signore
GEN
22
domenica 22 gennaio
Liturgia della domenica