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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Voi siete una stirpe eletta,
un sacerdozio regale, nazione santa,
popolo acquistato da Dio
per proclamare le sue meraviglie.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Dal libro dei Proverbi 29,1-27

L'uomo che, rimproverato, resta di dura cervice
sarà spezzato all'improvviso e senza rimedio.
Quando comandano i giusti, il popolo gioisce,
quando governano gli empi, il popolo geme.
Chi ama la sapienza allieta il padre,
ma chi frequenta prostitute dissipa il patrimonio.
Il re con la giustizia rende prospero il paese,
l'uomo che fa esazioni eccessive lo rovina.
L'uomo che adula il suo prossimo
gli tende una rete per i suoi passi.
Sotto i passi del malvagio c'è un trabocchetto,
mentre il giusto corre ed è contento.
Il giusto si prende a cuore la causa dei miseri,
ma l'empio non intende ragione.
I beffardi mettono sottosopra una città,
mentre i saggi placano la collera.
Se un saggio discute con uno stolto,
si agiti o rida, non vi sarà conclusione.
Gli uomini sanguinari odiano l'onesto,
mentre i giusti hanno cura di lui.
Lo stolto dà sfogo a tutto il suo malanimo,
il saggio alla fine lo sa calmare.
Se un principe dà ascolto alle menzogne,
tutti i suoi ministri sono malvagi.
Il povero e l'usuraio si incontrano;
è il Signore che illumina gli occhi di tutti e due.
Un re che giudichi i poveri con equità
rende saldo il suo trono per sempre.
La verga e la correzione danno sapienza,
ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre.
Quando governano i malvagi, i delitti abbondano,
ma i giusti ne vedranno la rovina.
Correggi il figlio e ti farà contento
e ti procurerà consolazioni.
Senza la rivelazione il popolo diventa sfrenato;
beato chi osserva la legge.
Lo schiavo non si corregge a parole,
comprende, infatti, ma non obbedisce.
Hai visto un uomo precipitoso nel parlare?
C'è più da sperare in uno stolto che in lui.
Chi accarezza lo schiavo fin dall'infanzia,
alla fine costui diventerà insolente.
Un uomo collerico suscita litigi
e l'iracondo commette molte colpe.
L'orgoglio dell'uomo ne provoca l'umiliazione,
l'umile di cuore ottiene onori.
Chi è complice del ladro, odia se stesso,
egli sente l'imprecazione, ma non denuncia nulla.
Il temere gli uomini pone in una trappola;
ma chi confida nel Signore è al sicuro.
Molti ricercano il favore del principe,
ma è il Signore che giudica ognuno.
L'iniquo è un abominio per i giusti
e gli uomini retti sono in abominio ai malvagi.

 

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Voi sarete santi
perché io sono santo, dice il Signore.

Lode a te, o Signore, sia lode a te.

Un primo gruppo di proverbi riuniti in questo capitolo riguarda l’autorità e i politici. Si trovano nei versetti 2.4.8.12.14.16.18.26. Essi si aprono con un’affermazione che ritorna in seguito: “Quando dominano i giusti, il popolo gioisce, quando governano i malvagi, il popolo geme”. E al v. 16: “Quando dominano i malvagi, dominano anche i delitti, ma i giusti ne vedranno la rovina”. La Parola di Dio entra nella storia, ed è preoccupata che le vicende degli uomini non siano dominate dal male. La giustizia appare un valore imprescindibile, perché essa regoli i rapporti con il prossimo. Essa produce gioia e prosperità, anzi rende saldo il regno: “Se un re giudica i poveri con equità, il suo trono è saldo per sempre”. Questo proverbio dovrebbe suonare come un avvertimento in una società dove i poveri sono disprezzati e trattati con disprezzo e discriminazione. L’ingiustizia nei loro confronti provoca sempre rovina. Un secondo gruppo di proverbi, connesso con il primo, riguarda ancora l’opposizione tra malvagio e giusto (vv. 7.10.11.22.23.25.27). Come in altre parti del libro giusto, saggio e umile sono l’espressione del modo di vivere dell’uomo che si affida al Signore e ascolta la sua parola e non se stesso: “Chi teme gli uomini si mette in una trappola, ma chi confida nel Signore è al sicuro” (v. 25). Sono infatti giustizia, saggezza e umiltà che rendono bella e gioiosa la vita di un uomo: “L’orgoglio dell’uomo ne provoca l’umiliazione, l’umile di cuore ottiene onori” (v. 23). Come non ricordare il detto evangelico: “Chi si umilia sarà esaltato, ma chi esalta sarà umiliato”. “Il giusto riconosce il diritto dei miseri” (v. 7), si prende cura di loro, mentre il malvagio è intento al suo interesse. Infine un ultimo gruppo di proverbi tratta dei valori della sapienza, con particolare insistenza sulla correzione. Profondo quel proverbio che riguarda i giovani, quindi l’educazione: “La verga e la correzione danno sapienza, ma il giovane lasciato a se stesso disonora sua madre” (v. 15). Molte volte la correzione è come sparita dai processi educativi dei piccoli e dei giovani, quasi fosse un atteggiamento vecchio, contro la libertà individuale. Ma questo è anche la conseguenza dell’incapacità ad ascoltare gli altri e a parlare con gli altri, come se ciascuno di noi non avesse bisogno di essere aiutato a capire e a scegliere e fosse in grado di fare da solo. Il rifiuto della correzione è purtroppo conseguenza di un’idea individualista del vivere, che provoca incapacità al dialogo e fa crescere l’orgoglio che impedisce di accettare l’aiuto degli altri.


29/02/2012
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