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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla seconda lettera di Paolo a Timoteo 3,1-9

Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore. Guardati bene da costoro! Al loro numero appartengono certi tali che entrano nelle case e accalappiano donnicciole cariche di peccati, mosse da passioni di ogni genere, che stanno sempre lì ad imparare, senza riuscire mai a giungere alla conoscenza della verità. Sull'esempio di Iannes e di Iambres che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta e riprovati in materia di fede. Costoro però non progrediranno oltre, perché la loro stoltezza sarà manifestata a tutti, come avvenne per quelli.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Cristo è risorto dai morti e non muore più !
Egli ci attende in Galilea !

Alleluia, alleluia, alleluia !

Paolo volge lo sguardo agli ultimi tempi e scrive che allora ci sarà un decadimento generale dei costumi (cf. 1 Tm 4,1-5). In poche righe delinea un quadro drammatico della corruzione degli uomini quale conseguenza dell’allontanamento dal Vangelo: “Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, empi, senza amore, sleali, calunniatori, intemperanti, intrattabili, disumani, traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, amanti del piacere più che di Dio, gente che ha una religiosità solo apparente, ma ne disprezza la forza interiore”. Questa descrizione non è lontana dall’oggi. Ed anche per noi vale la sua esortazione: “Guardati bene da costoro!” È necessario, infatti, separarci dalla mentalità egocentrica e violenta di questo mondo, allontanarci da questi falsi maestri che ci separano da Dio e dai fratelli, rendendoci complici del male. Paolo, avendo forse davanti agli occhi esempi concreti, descrive alcuni comportamenti che distruggono la vita di ogni comunità. Quelli che cercano in ogni modo di piegare gli altri verso se stessi si separano dalla comunione. E per costoro si ripete quel che accadde a Iannes e Iambrès, maghi egiziani (l’Antico Testamento non ne parla, ma forse Paolo può averli desunti da qualche tradizione ebraica), che si opposero a Mosè senza che però la loro stoltezza rimanesse nascosta. Dio stesso veglia sulla sua casa, come Gesù stesso promise ai suoi: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Timoteo deve opporsi a costoro seguendo fedelmente la predicazione di Paolo. Anche lui, quando lo ascoltava parlare si è convertito e l’apostolo è divenuto suo modello sia nella dottrina che nel comportamento. Paolo gli ricorda le difficoltà e le persecuzioni che ha avuto lungo il viaggio; anche a Listra, patria di Timoteo (cf. At 14,6), ove aveva subito la lapidazione ed era stato trascinato fuori della città e lasciato come morto (cf. At 14,19). In verità, sostiene Paolo, questa è la sorte di tutti i discepoli di Gesù. È pertanto necessario rimanere saldi. La forza viene dall’ascolto fedele delle sante Scritture, le quali sono state ispirate da Dio. Esse sono, perciò, fonte viva e pura di una nuova saggezza. Paolo lo nota esplicitamente: sono utili per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia. L’ascolto delle Scritture forma il credente secondo il pensiero stesso di Dio. E ci sono state inviate “perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona”.


13/04/2012
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