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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Memoria di san Bonifacio, vescovo e martire. Annunciò il Vangelo in Germania e fu ucciso mentre celebrava l’Eucarestia (+754).


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla prima lettera di Paolo ai Tessalonicesi 3,6-13

Ma ora che è tornato Timòteo, e ci ha portato il lieto annunzio della vostra fede, della vostra carità e del ricordo sempre vivo che conservate di noi, desiderosi di vederci come noi lo siamo di vedere voi, ci sentiamo consolati, fratelli, a vostro riguardo, di tutta l'angoscia e tribolazione in cui eravamo per la vostra fede; ora, sì, ci sentiamo rivivere, se rimanete saldi nel Signore. Quale ringraziamento possiamo rendere a Dio riguardo a voi, per tutta la gioia che proviamo a causa vostra davanti al nostro Dio, noi che con viva insistenza, notte e giorno, chiediamo di poter vedere il vostro volto e completare ciò che ancora manca alla vostra fede?

Voglia Dio stesso, Padre nostro, e il Signore nostro Gesù dirigere il nostro cammino verso di voi! Il Signore poi vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e verso tutti, come anche noi lo siamo verso di voi, per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Le buone notizie che Timoteo riferisce a Paolo circa la comunità di Tessalonica sono per lui una lieta e consolante notizia, un “vangelo”, come riporta letteralmente il testo. Paolo è consolato perché il suo lavoro non solo non è stato vanificato, ma sta portando frutti. E il ricordo che si conserva di lui, assieme al desiderio di rivederlo, fa particolarmente piacere a Paolo, anche perché mostra il senso concreto della comunione evangelica. La comunione non è semplicemente un legame sul piano psicologico, ma un rapporto vitale che lega la comunità all’apostolo. Non basta, pertanto, che una comunità viva una “fede” operosa e un’attiva “carità fraterna” (cf. 1,3). Se rimane chiusa in se stessa, non è “salda nel Signore” (3,8). Solo nella comunione con le altre comunità il Signore si rende pienamente presente fra i credenti. Il desiderio che i Tessalonicesi hanno di incontrare di nuovo Paolo (ma anche quello dell’apostolo di rivederli) esprime la concretezza della comunione fatta di effettivi rapporti personali, tessuto indispensabile della fraternità. Paolo si trova a quattrocento chilometri da Tessalonica, eppure non si risparmia per incontrarli, magari attraverso i suoi inviati. La comunione si alimenta e si solidifica attraverso i rapporti diretti e personali, attraverso cui si manifestano l’amore, la cordialità, l’amabilità. Paolo, forse ricordando i volti dei cristiani della comunità che ha amato e curato, non sa cosa offrire a Dio in ringraziamento. L’amore per quei figli che ha generato alla fede diviene immediatamente preghiera, supplica “insistente”, non solo perché possa rivederli presto, ma anche per “completare ciò che manca ancora alla vostra fede” (3,10). Paolo ha ben presente che il credente, come pure ogni comunità, deve continuare a crescere nella fede e nell’amore. La conoscenza di Gesù richiede un ascolto quotidiano della Parola di Dio. E Paolo sente la grave responsabilità di aiutarli in questa crescita. Chiede perciò a Dio di “spianargli” la strada per raggiungerli, visto che Satana gli ha fino ad ora sbarrato il cammino (2,18). Ma già con questa sua lettera li esorta a “crescere”, anzi, ad “abbondare” nell’amore vicendevole e verso gli altri, come lui stesso fa con loro. L’amore che Dio dona ai suoi figli è come una fonte che continuamente trabocca perché non conosce limiti. Chi accoglie nel proprio cuore l’amore di Dio vive di lui e già da ora possiede il futuro.


05/06/2012
Memoria della Madre del Signore


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