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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera di Giacomo 5,7-11

Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l'agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d'autunno e le piogge di primavera. Siate pazienti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Prendete, o fratelli, a modello di sopportazione e di pazienza i profeti che parlano nel nome del Signore. Ecco, noi chiamiamo beati quelli che hanno sopportato con pazienza. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Giacomo sa bene che i cristiani debbono prepararsi ad accogliere il Signore che viene, e che bisogna farlo con cura. Nessuno infatti conosce il momento e il modo della venuta del Signore. Due cose sono però certe: il tempo della sua venuta è vicino ed è un momento decisivo per la salvezza di ciascuno. Costanza e pazienza non significano rassegnazione, tempo perso, impotenza, ma anzi sono la vera forza dei cristiani, di coloro che affrontano il mondo affidandosi ad una forza che supera il nostro piccolo e rende piena la nostra speranza. L’impazienza per il ritardo è paragonata da Giacomo all’impazienza che nasce nel cuore del contadino che non vede subito i frutti del proprio lavoro. Il discepolo di Gesù non si lascia sorprendere dai propri pensieri, e attende il giorno del Signore con pazienza, pregando, lavorando, servendo i più poveri e ascoltando ogni giorno la Parola del Signore, ossia ricevendo “le prime e le ultime piogge”. L’impazienza, che in fondo è la ricerca della propria soddisfazione personale, provoca mormorazioni e porta dissidi nella comunità dei credenti. Nell’impazienza è facile infatti prendersela con gli altri, lamentarsi, come se la colpa dei frutti che non sempre si vedono, fosse degli altri. Il discepolo, invece, è paziente perché ripone tutta la sua fiducia nel Signore, anche nei momenti difficili della vita. Giacomo invita a guardare la lunga schiera dei profeti che hanno testimoniato l’amore di Dio tra gli uomini, e cita esplicitamente Giobbe che fu provato duramente dalla vita ma, riponendo la sua fiducia totale in Dio, non solo ebbe la grazia di incontrarlo ma ricevette in premio il doppio di quanto aveva perduto (Gb 42,11ss.). Il Signore dona la sua ricompensa nella vita presente e in quella futura, come Gesù stesso rispose a Pietro che gli chiedeva cosa sarebbe accaduto a lui e agli altri che avevano lasciato tutto: riceverete il centuplo in questa vita, assieme alle persecuzioni, e in futuro la vita eterna. I credenti sanno che questo è possibile “perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione”.


05/07/2012
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