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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla prima lettera di Pietro 4,7-11

La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l'ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

“La fine di tutte le cose è vicina”, scrive Pietro nella sua lettera. E ne parla non come una disgrazia da subire, ma come di un grande avvenimento verso il quale andare senza indugio con timore ed anche con gioia. È necessario essere vigilanti se si vuole cogliere questo momento come un tempo opportuno. La fine di tutte le cose non è però da rinviarsi ad un momento distante dalla nostra esistenza. In verità, il tema della “fine del mondo” va inteso anche in rapporto alla fine dei nostri giorni. Anzi, potremmo dire che ogni giorno per noi è il momento finale, il giorno che non torna più e quindi a suo modo il giorno decisivo e definitivo. I cristiani dovrebbero vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, anche perché non sappiamo quando la morte verrà. La vigilanza perciò non deve essere esercitata per un momento, ma tutti i giorni. Ma non si è vigilanti in maniera astratta, oppure ritirandosi chissà dove. Si è vigilanti perseverando nella preghiera e vivendo con amore. L’apostolo aggiunge, a nostra consolazione, che l’amore copre un gran numero di peccati, citando Pr 10,12: “L’odio suscita litigi, l’amore ricopre ogni colpa”. L’unica via per vincere l’odio che divide sta nell’amore. Chi ama i fratelli e le sorelle, chi serve i poveri e i deboli, chi si preoccupa degli altri prepara anche la sua salvezza. È una convinzione che traversa l’intera tradizione spirituale della Chiesa. Del resto Gesù stesso l’ha esplicitata quando afferma che la salvezza dipende dall’amore per i poveri, come spiega nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo. Tutti siamo chiamati ad amministrare la nostra vita spendendola per gli altri. Pietro, tra i vari modi di servire la comunità, ne accenna a due che già si ritrovano negli Atti degli Apostoli: il servizio della Parola di Dio e quello delle mense. È un invito a riscoprire la centralità della preghiera e della carità: i due binari sui quali cammina la salvezza. Ma tutto ciò che abbiamo ricevuto come dono deve essere a servizio degli altri. Potremmo dire in un certo senso che la vita è un tempo in cui sdebitarsi dell’amore che ogni giorno Dio ha per noi. Per questo esso copre i peccati, riconciliando con il Signore.


21/07/2012
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