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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Lo Spirito del Signore è su di te,
chi nascerà da te sarà santo.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal primo libro delle Cronache 16,1-43

Così introdussero e collocarono l'arca di Dio al centro della tenda eretta per essa da Davide; offrirono olocausti e sacrifici di comunione a Dio. Terminati gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo in nome del Signore. Distribuì a tutti gli Israeliti, uomini e donne, una pagnotta, una porzione di carne e una schiacciata d'uva.

Egli stabilì che alcuni leviti stessero davanti all'arca del Signore come ministri per celebrare, ringraziare e lodare il Signore, Dio di Israele. Erano Asaf il capo, Zaccaria il suo secondo, Uzzièl, Semiramot, Iechièl, Mattatia, Eliàb, Benaià, Obed-Edom e Ieièl, che suonavano strumenti musicali, arpe e cetre; Asaf suonava i cembali. I sacerdoti Benaià e Iacazièl con le trombe erano sempre davanti all'arca dell'alleanza di Dio. Proprio in quel giorno Davide per la prima volta affidò ad Asaf e ai suoi fratelli questa lode al Signore:

Lodate il Signore, acclamate il suo nome;
manifestate ai popoli le sue gesta.
Cantate in suo onore, inneggiate a lui,
ripetete tutti i suoi prodigi.
Gloriatevi sul suo santo nome;
gioisca il cuore di quanti ricercano il Signore.
Cercate il Signore e la sua forza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate i prodigi che egli ha compiuti,
i suoi miracoli e i giudizi della sua bocca.
Stirpe di Israele suo servo,
figli di Giacobbe, suoi eletti,
egli, il Signore, è il nostro Dio;
in tutta la terra fanno legge i suoi giudizi.
Si ricorda sempre dell'alleanza,
della parola data a mille generazioni,
dell'alleanza conclusa con Abramo,
del giuramento fatto a Isacco,
confermato a Giacobbe come statuto,
a Israele come alleanza perenne:
"A te darò il paese di Canaan,
come tua parte di eredità".
Eppure costituivano un piccolo numero;
erano pochi e per di più stranieri nel paese.
Passarono dall'una all'altra nazione,
da un regno a un altro popolo.
Egli non tollerò che alcuno li opprimesse;
per essi egli castigò i re:
"Non toccate i miei consacrati,
non maltrattate i miei profeti".
Cantate al Signore, abitanti di tutta la terra;
annunziate ogni giorno la sua salvezza.
Proclamate fra i popoli la sua gloria,
fra tutte le nazioni i suoi prodigi.
Difatti grande è il Signore, degnissimo di lode
e tremendo sopra tutti gli dei.
Tutti gli dei venerati dai popoli sono un nulla;
il Signore, invece, ha formato il cielo.
Splendore e maestà stanno davanti a lui;
potenza e bellezza nel suo santuario.
Date per il Signore, stirpi dei popoli,
date per il Signore gloria e onore.
Date per il Signore gloria al suo nome;
con offerte presentatevi a lui.
Prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremate davanti a lui, abitanti di tutta la terra;
egli fissò il mondo sì che non crolli.
Gioiscano i cieli ed esulti la terra;
si dica fra i popoli: "Il Signore regna".
Frema il mare con quanto contiene;
tripudi la campagna con quanto è in essa.
Gridino di giubilo gli alberi della foresta
di fronte al Signore, perché viene
per giudicare la terra.
Lodate il Signore, perché è buono,
perché la sua grazia dura sempre.
Dite: "Salvaci, Dio della nostra salvezza;
raccoglici, liberaci dalle genti
sì che possiamo celebrare il tuo santo nome,
gloriarci della tua lode.
Sia benedetto il Signore, Dio di Israele,
di secolo in secolo".
E tutto il popolo disse: "Amen, alleluia".

Quindi Davide lasciò Asaf e i suoi fratelli davanti all'arca dell'alleanza del Signore, perché officiassero davanti all'arca secondo il rituale quotidiano; lasciò Obed-Edom figlio di Idutun, e Cosà, insieme con sessantotto fratelli, come portieri. Egli incaricò della Dimora del Signore che era sull'altura di Gàbaon il sacerdote Zadòk e i suoi fratelli, perché offrissero olocausti al Signore sull'altare degli olocausti per sempre, al mattino e alla sera, e compissero quanto è scritto nella legge che il Signore aveva imposta a Israele. Con loro erano Eman, Idutun e tutti gli altri scelti e designati per nome perché lodassero il Signore, perché la sua grazia dura sempre. Con loro avevano trombe e cembali per suonare e altri strumenti per il canto divino. I figli di Idutun erano incaricati della porta. Infine tutto il popolo andò a casa e Davide tornò per salutare la sua famiglia.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Ecco, Signore, i tuoi servi:
avvenga a noi secondo la Tua Parola.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il testo si apre con l’ingresso dell’arca nella tenda che Davide aveva costruito per essa. L’arca viene collocata al centro. Ovviamente non è solo un centro fisico, quanto il centro della vita stessa del popolo di Israele, il centro delle sue preoccupazioni. L’autore delle Cronache riprende la narrazione presente nel secondo libro di Samuele al capitolo 12, ma vi apporta importanti ritocchi di ordine letterario ma soprattutto cultuale e teologico. È in questo orizzonte che si comprende l’introduzione dei leviti come responsabili del culto e lo splendore della cerimonia che termina con un banchetto rituale: “Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore. Distribuì a tutti gli Israeliti, uomini e donne, una pagnotta di pane, una porzione di carne arrostita e una schiacciata di uva passa” (vv. 2-3). È una celebrazione che edifica coloro che vi partecipano come popolo santo di Dio: dopo i sacrifici al Signore, il popolo viene benedetto e partecipa quindi a un pasto comune con la parte delle vittime destinata appunto ai partecipanti al rito. È facile pensare a quel che nella Chiesa avviene - in pienezza rispetto a quanto narrato qui - con la celebrazione dell’Eucarestia. Il gesto rituale coinvolge comunque l’intera assemblea. Davide però assegna ai leviti la cura permanente del culto davanti all’arca. Essi non solo sono incaricati di trasportare l’arca, ma anche di custodirla e di svolgere il compito della preghiera e della lode al Signore, senza sosta. Li lasciò: “Perché officiassero continuamente davanti all’arca, secondo il rituale quotidiano” (v. 37). È da sottolineare anche l’importanza che viene data al canto e alla musica nella preghiera di lode che i leviti dovevano quotidianamente curare. E già in quel giorno i leviti furono incaricati di cantare un salmo davanti all’arca per lodare il Signore. È un inno composto di frammenti di vari salmi. I leviti esortano i presenti a ringraziare il Signore per tutte le sue opere e per le meraviglie che ha compiuto in loro favore: “Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome, proclamate tra i popoli le sue opere… Ricordate le meraviglie che ha compiuto” (vv. 8 e 12). Di qui l’esortazione a riconoscerlo come il loro Dio: “È Lui il Signore, nostro Dio… Ricordate sempre la sua alleanza, parola data per mille generazioni” (vv. 14-15). Il canto diviene quindi invito agli Israeliti a ricordarsi delle azioni di protezione e di salvezza che Dio ha usato per loro (vv. 16-21). Non solo “non permise che alcuno li opprimesse” (v. 21), ma rivolto agli altri popoli aggiunse: “Non toccate i miei consacrati, non fate alcun male ai miei profeti” (v. 22). L’autore, termina la citazione del Salmo 105 e inizia quella tratta dal Salmo 96. È l’invito ad Israele perché narri al mondo intero le meraviglie compiute dal Signore. “In mezzo alle genti narrate la sua gloria” (v. 24). Ma lo sguardo si allarga a tutti i popoli: “Date al Signore, o famiglie dei popoli, date al Signore gloria e potenza… portate offerte ed entrate al suo cospetto, prostratevi al Signore nel suo santo atrio” (vv. 28-29). E il cantore chiude lodando l’amore e la bontà di Dio: “Rendete grazie al Signore perché è buono, perché il suo amore è per sempre” (v. 34). Terminata la preghiera di lode, Davide lasciò ai leviti il compito di continuare il culto davanti all’arca posta al centro della tenda, mentre ciascuno tornava a casa sua, compreso Davide.


25/09/2012
Memoria della Madre del Signore


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