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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Ricordo dello storico incontro di Assisi (1986), quando Giovanni Paolo II invitò rappresentanti di tutte le confessioni cristiane e delle grandi religioni mondiali per pregare per la pace.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal secondo libro delle Cronache 11,1-23

Roboamo, giunto in Gerusalemme, vi convocò le tribù di Giuda e di Beniamino, centottantamila guerrieri scelti, per combattere contro Israele allo scopo di riconquistare il regno a Roboamo. Ma questa parola del Signore fu rivolta a Semaia: "Annunzia a Roboamo figlio di Salomone, re di Giuda, e a tutti gli Israeliti che sono in Giuda e in Beniamino: Dice il Signore: Non andate a combattere contro i vostri fratelli. Ognuno torni a casa, perché questa situazione è stata voluta da me". Ascoltarono le parole del Signore e rinunziarono a marciare contro Geroboamo.

Roboamo abitò in Gerusalemme. Egli trasformò in fortezze alcune città di Giuda. Ricostruì Betlemme, Etam, Tekòa, Bet-Zur, Soco, Adullam, Gat, Maresa, Zif, Adoràim, Lachis, Azeka, Zorea, Aialon ed Ebron; queste fortezze erano in Giuda e in Beniamino. Egli rafforzò queste fortezze, vi prepose comandanti e vi stabilì depositi di cibarie, di olio e di vino. In ogni città depositò scudi e lance, rendendole fortissime.

Rimasero fedeli Giuda e Beniamino.

I sacerdoti e i leviti, che erano in tutto Israele, si radunarono da tutto il loro territorio per passare dalla sua parte. Sì, i leviti lasciarono i pascoli, le proprietà e andarono in Giuda e in Gerusalemme, perché Geroboamo e i suoi figli li avevano esclusi dal sacerdozio del Signore. Geroboamo aveva stabilito suoi sacerdoti per le alture, per i demoni e per i vitelli che aveva eretti. Dopo, da tutto Israele quanti avevano determinato in cuor loro di rimanere fedeli al Signore, Dio di Israele, andarono in Gerusalemme per sacrificare al Signore, Dio dei loro padri. Così rafforzarono il regno di Giuda e sostennero Roboamo figlio di Salomone, per tre anni, perché per tre anni egli imitò la condotta di Davide e di Salomone.

Roboamo si prese in moglie Macalat figlia di Ierimot, figlio di Davide, e di Abiàil figlia di Eliàb, figlio di Iesse. Essa gli partorì i figli Ieus, Semaria e Zaam. Dopo di lei prese Maaca figlia di Assalonne, che gli partorì Abia, Attài, Ziza e Selomìt. Roboamo amò Maaca figlia di Assalonne più di tutte le altre mogli e concubine; egli prese diciotto mogli e sessanta concubine e generò ventotto figli e sessanta figlie. Roboamo costituì Abia figlio di Maaca capo, ossia principe tra i suoi fratelli, perché pensava di farlo re. Con astuzia egli sparse in tutte le contrade di Giuda e di Beniamino, in tutte le fortezze, alcuni suoi figli. Diede loro viveri in abbondanza e li provvide di mogli.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il capitolo undicesimo narra l’azione di Roboamo nel regno del sud. Non si dice nulla circa la proclamazione di Geroboamo a re delle tribù settentrionali, narrata invece nel primo libro dei Re (12,20). Ebbene, di fronte alla secessione del Nord, Roboamo vuole organizzare una spedizione contro Geroboamo e le tribù secessioniste. Convoca quindi a Gerusalemme un’assemblea di guerrieri scelti delle due tribù fedeli, quella di Davide e quella di Beniamino. Tale proposito viene però bloccato dal Signore. Il profeta Semaià avverte Roboamo: “Non salite a combattere contro i vostri fratelli”. Quella guerra ancor più delle altre sarebbe stata fratricida. Il profeta giunge a dire che lo scisma è dipeso da Dio: “Ognuno torni a casa, perché questo fatto è dipeso da me” (v. 4). Non è che sia stato Dio stesso a volerlo. Lo scisma è una conseguenza del giudizio divino contro i comportamenti sia di Roboamo che di Geroboamo e delle tribù del nord. Ambedue infatti hanno fatto delle scelte più secondo i loro giudizi che sul piano di Dio. E ogni volta che si dà importanza più a se stessi che al Signore, inevitabilmente lo spirito di divisione attenta ciò che Dio vuole sia unito. Il Cronista, tuttavia, nonostante l’avvenuta divisione tra Nord e Sud, continua a chiamare ambedue i regni con un nome solo: Israele. Roboamo accoglie le parole del profeta e rinuncia ad attaccare i fratelli del nord. Questa sua scelta gli valse la benedizione del Signore. Il testo vuole far capire che non appena si ascolta la Parola del Signore riemerge la forza della fedeltà di Dio alla casa di Davide. Il Cronista, a differenza della narrazione del primo libro dei Re ove il regno di Roboamo è pieno di infedeltà (14,21-31), ne narra l’insediamento sulla scia di quello di suo padre Salomone. E Roboamo, invece di invadere il Nord, fortifica le quindici città di Giuda collocate in punti strategici del regno. Ma più che con 1'abbondanza delle armi e con l'imprendibilità delle sue fortezze, il re ottenne un profondo consolidamento quando i sacerdoti e i leviti lasciarono le loro case nel Nord per stabilirsi in Gerusalemme e in Giuda. Il culto e la preghiera restano il fondamento dell’unità del popolo di Israele, anche quando la divisione viene consumata sul piano della politica. I sacerdoti, costituiti da Geroboamo per il culto sulle alture, per i capri e per i vitelli che aveva fabbricato, compresero la gravità della scelta. E abbandonarono il nord. E con loro anche quanti cercavano sinceramente il Signore. Tutti vennero a consultare e a riconoscere la volontà del Signore Dio di Israele, il Dio che li aveva eletti per una missione rivolta a tutti i popoli. Purtroppo, solo per tre anni durò tale tempo di obbedienza e quindi di benedizione nel regno del Sud; in ogni caso, essa fu la prima delle migrazioni dei fedeli del Nord verso Gerusalemme per partecipare al culto. La numerosa famiglia che Roboamo ricevette fu un ulteriore segno della bontà del Signore per la sua obbedienza.


27/10/2012
Vigilia del giorno del Signore


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