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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera di Paolo ai Colossesi 2,1-5

Voglio infatti che sappiate quale dura lotta io devo sostenere per voi, per quelli di Laodicèa e per tutti coloro che non mi hanno mai visto di persona, perché i loro cuori vengano consolati e così, strettamente congiunti nell'amore, essi acquistino in tutta la sua ricchezza la piena intelligenza, e giungano a penetrare nella perfetta conoscenza del mistero di Dio, cioè Cristo, nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza. Dico questo perché nessuno vi inganni con argomenti seducenti, perché, anche se sono lontano con il corpo, sono tra voi con lo spirito e gioisco al vedere la vostra condotta ordinata e la saldezza della vostra fede in Cristo.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Paolo insiste ancora nel paragonare il suo ministero pastorale nelle Chiese della valle del fiume Lico ad una “lotta”. Vuole che i Colossesi comprendano che la vita dei cristiani, sia del responsabile della comunità che di ogni singolo discepolo, non è né banale né superficiale. Al contrario, richiede una grande responsabilità: si tratta di ascoltare costantemente il Vangelo e di comunicarlo a tutti ed anche di difenderlo dagli attacchi e promuoverne la crescita nel cuore di chi lo ha accolto. L’apostolo sottolinea che egli si impegna anche per coloro che non lo hanno conosciuto direttamente e li esorta a non lasciarsi ingannare e a non permettere che pensieri e idee estranee s’insinuino nella comunità. Debbono restare fedeli al Vangelo che hanno ricevuto. Paolo sa bene che l’unità della comunità, vissuta in uno stile di amore fraterno, è l’unico modo per conservare l’identità della Chiesa come Corpo di Cristo. In Cristo Dio ha deposto tutti i tesori della sapienza e della conoscenza, ossia l’intero disegno di amore per l’umanità. Egli è l’origine, il fine e la ragione di ogni uomo e di ogni cosa. Solo in Cristo trova compimento ogni desiderio e ogni attesa dell’uomo. Chi dunque conosce Cristo e lo sceglie come il Signore della sua vita, non ha bisogno di altre dottrine per trovare il senso della sua esistenza. Semmai, deve avere la piena intelligenza del “mistero” di Dio, ossia conoscere Cristo, rivelazione del “segreto” di Dio. Ma la conoscenza di Cristo non è data una volta per tutte. È un cammino di crescita continua che si attua attraverso la comunione di amore tra i fratelli e l’ascolto del Vangelo. La comunione con Cristo ci introduce nella conoscenza del disegno d’amore del Padre per l’umanità. È questa la vera conoscenza. Paolo mette in guardia la comunità da discorsi che si presentano attraenti ma che in realtà ingannano perché non pongono al centro della vita la vera conoscenza, ossia il Vangelo di Cristo. E, vedendo la “condotta ordinata e la saldezza della fede” della comunità di Colossi, esprime la sua gioia, ma anche la sua preoccupazione perché perseverino nel cammino intrapreso. La sua lontananza fisica dalla comunità non impedisce all’amore di essere pieno e responsabile.


16/05/2013
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