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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal libro del profeta Geremia 20,1-18

Pascùr figlio di Immèr, sacerdote e sovrintendente-capo del tempio, udì Geremia predire tutte queste cose. Pascùr fece fustigare il profeta Geremia e quindi lo mise in ceppi nella prigione che si trovava presso la porta superiore di Beniamino, nel tempio del Signore. Quando poi il giorno dopo Pascùr fece liberare dai ceppi Geremia, questi gli disse: "Il Signore non ti chiama più Pascùr, ma Terrore all'intorno".

Perché così dice il Signore: "Ecco io darò in preda al terrore te e tutti i tuoi cari; essi cadranno per la spada dei loro nemici e i tuoi occhi lo vedranno. Metterò tutto Giuda nelle mani del re di Babilonia, il quale li deporterà a Babilonia e li colpirà di spada. Consegnerò tutte le ricchezze di questa città e tutti i suoi prodotti, tutti gli oggetti preziosi e tutti i tesori dei re di Giuda in mano ai suoi nemici, i quali li saccheggeranno e li prenderanno e li trasporteranno a Babilonia. Tu, Pascùr, e tutti gli abitanti della tua casa andrete in schiavitù; andrai a Babilonia, là morirai e là sarai sepolto, tu e tutti i tuoi cari, ai quali hai predetto menzogne".

Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;
mi hai fatto forza e hai prevalso.
Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno;
ognuno si fa beffe di me.
Quando parlo, devo gridare,
devo proclamare: "Violenza! Oppressione!".
Così la parola del Signore è diventata per me
motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno.
Mi dicevo: "Non penserò più a lui,
non parlerò più in suo nome!".
Ma nel mio cuore c'era come un fuoco ardente,
chiuso nelle mie ossa;
mi sforzavo di contenerlo,
ma non potevo.
Sentivo le insinuazioni di molti:
"Terrore all'intorno!
Denunciatelo e lo denunceremo".
Tutti i miei amici spiavano la mia caduta:
"Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta".
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori
cadranno e non potranno prevalere;
saranno molto confusi perché non riusciranno,
la loro vergogna sarà eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto
e scruti il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di essi;
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore, lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.
Maledetto il giorno in cui nacqui;
il giorno in cui mia madre mi diede alla luce
non sia mai benedetto.
Maledetto l'uomo che portò la notizia
a mio padre, dicendo:
"Ti è nato un figlio maschio", colmandolo di gioia.
Quell'uomo sia come le città
che il Signore ha demolito senza compassione.
Ascolti grida al mattino
e rumori di guerra a mezzogiorno,
perché non mi fece morire nel grembo materno;
mia madre sarebbe stata la mia tomba
e il suo grembo gravido per sempre.
Perché mai sono uscito dal seno materno
per vedere tormenti e dolore
e per finire i miei giorni nella vergogna?

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il brano letto è diviso in due parti (la prima dal versetto 1 al 6 e l’altra dal versetto 7 al 18). Nella prima l’autore sacro narra la reazione violenta di Pascur, uno dei sacerdoti più importanti del tempio di Gerusalemme, forse capo dell’amministrazione, di fronte alle parole del profeta così dure contro una religiosità fatta di gesti e di azioni liturgiche ma a cui non corrisponde una scelta di ascolto della Parola di Dio. Geremia fu messo in prigione sebbene solo per breve tempo. Era il tentativo di mettere a tacere la parola profetica. Ma, una volta liberato, Geremia riprende subito a parlare. E si rivolge direttamente a Pascur minacciandolo per la sua opposizione alla parola profetica. L’esperienza dura del carcere e dell’opposizione da parte dei sacerdoti del tempio della predicazione, spinge il profeta a Tuttavia, davanti alla prigione e alla continua opposizione, Geremia si sente in dovere di ricomprendere la chiamata ricevuta da Dio. Nessuno può essere profeta di sua iniziativa e nessuno può continuare per propria convinzione. Per questo il monologo seguente manifesta l’interiorità di Geremia che scende nelle profondità della vocazione ricevuta. Il profeta si rivolge a Dio e fa dell’esposizione della sua situazione difficile una preghiera. È assieme una richiesta di aiuto e una certezza che ha della vicinanza di Dio: “Mi hai sedotto; Signore, e io mi sono lasciato sedurre; mi hai fatto violenza e hai prevalso”, inizia a dire il profeta. In queste parole emerge la potenza della Parola di Dio. Essa diviene come “un fuoco ardente” che scuote il profeta e lo costringe a parlare, pur nella difficoltà e nella sofferenza. Chi può infatti trattenere in sé la Parola di Dio? Vengono in mente le parole di Gesù ai discepoli: “Sono venuto a gettare fuoco sulla terra; e quanto vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12,49). Il messaggio profetico, però, si scontra con la forza del male presente nel mondo. È la vicenda che ogni generazione cristiana vive: lo scontro tra l’amore di Dio e la violenza del male. Ed è uno scontro che debbono affrontare sia le comunità ecclesiali che i singoli credenti, come del resto ogni uomo di buona volontà. Lo constatiamo nella vita della Chiesa, soprattutto nella esperienza di quei cristiani che sono stati perseguitati nel passato e in quelli che ancora oggi soffrono per la loro fede. Le parole di Geremia sottolineano la violenza e la durezza dello scontro. Ma il credente che ha ascoltato la Parola del Signore è come posseduto da essa e dalla sua forza. Quando infatti si gusta la Parola di Dio è difficile abbandonarla. Anche nelle difficoltà il profeta ritrova le parole per cantare la gloria di Dio. Nonostante i nemici che lo circondano e gli oppositori che vogliono la sua rovina, il profeta esperimenta la libertà e la salvezza. E loda il Signore che vince il male.


19/08/2013
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