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Preghiera ogni giorno


 
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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 

Ricordo degli attentati terroristici negli USA; memoria delle vittime del terrorismo e della violenza e preghiera per la pace.


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 6,27-38

Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da' a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro.
E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell'Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il brano evangelico odierno riporta la seconda parte del discorso di Gesù che l’evangelista Luca pone sulla pianura e non sul monte come Matteo. Se nella prima parte Gesù si rivolge direttamente ai discepoli, ora parla a tutti, “a voi che ascoltate”, ossia a quella moltitudine di poveri, di malati, venuti da tutte le parti (Lc 6,17-19). Nessuno è escluso dal Vangelo, ossia dalla via della salvezza, della felicità che Gesù indica. E a tutti Gesù pone un ideale alto, esigente, da apparire a qualcuno persino irrealizzabile. Senza dubbio esorta ad un amore che va al di là di ogni calcolo, oltre ogni presunta ragionevolezza. E inizia pronunciando parole mai dette da nessuno: “Amate i vostri nemici, e fate del bene a coloro che vi odiano”. È un’esortazione davvero estranea alla cultura di questo mondo e, per questo, spesso viene anche sbeffeggiata. Qualcuno magari suggerisce che sono parole belle ma non realistiche. Eppure, solo in queste parole il mondo può trovare salvezza, solo in questa prospettiva si possono trovare motivi per bloccare le guerre e, soprattutto, impulso a costruire la pace e la convivenza tra gli uomini e tra i popoli. Per Gesù non ci sono più nemici da odiare e da combattere. Per lui – e quindi per ogni discepolo – ci sono solo fratelli e sorelle da amare, semmai da correggere, e comunque sempre da aiutare nel cammino della salvezza. La ragione di fondo delle parole di Gesù sta nell’esempio stesso di Dio il quale, per primo, è misericordioso e benevolo con tutti, anche con “gli ingrati e i malvagi”. L’ideale che Gesù presenta a coloro che lo ascoltano è alto come il Cielo, sino a dire: “siate misericordiosi, com’è misericordioso il Padre vostro”. Non è un’esortazione morale; è uno stile di vita. Da questo dipende la nostra stessa salvezza. Aggiunge poi quella che viene chiamata la “regola d’oro”: “E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro” (v. 31). Tale “regola” è presente in tutte le religioni e possiamo davvero considerarla come un filo “d’oro” che lega in profondità le relazioni tra gli uomini e tra i popoli. Più se ne ha coscienza, più le relazioni sono belle e pacifiche. Nell’atteggiamento che viene suindicato si scardina in profondità il veleno dell’autoreferenzialità che porta verso il conflitto. Tale scelta comporta la conversione dei cuori e quindi anche dei comportamenti e della stessa vita. È da cuori nuovi che sgorga una vita nuova per tutti. Per questo Gesù esorta a “non giudicare” e a “non condannare”, ma a perdonare e a dare “con una misura buona, colma e traboccante”. Chi si comporta così, riceve a sua volta la stessa misura.


11/09/2014
Memoria della Chiesa


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