Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - preghiera - preghier...i giorno contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Preghiera ogni giorno


 
versione stampabile

Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Io sono il buon pastore,
le mie pecore ascoltano la mia voce
e diventeranno
un solo gregge e un solo ovile.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 10,1-12

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca,né sandali e nonfermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa!". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all'altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: "È vicino a voi il regno di Dio". Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: "Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino". Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate l'un l'altro.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo brano è il secondo discorso missionario di Gesù riportato nel Vangelo di Luca. Se il primo era diretto ai Dodici (9,1-6), come a raccogliere l’intero Israele, ora il motivo è la missione dei settantadue discepoli il cui numero (cfr. Gen 10) simbolizza tutti i popoli della terra. Luca lo pone all’inizio del cammino di Gesù verso Gerusalemme. L’universalità della predicazione non è un’aggiunta ulteriore al messaggio evangelico, è parte integrante della missione che Gesù affida ai suoi discepoli fin dall’inizio. Egli stesso, infatti, nota che “la messe è abbondante”, ossia davvero larga, e gli operai sono pochi. La larghezza della messe è proporzionale alla vastità del dolore presente nel mondo, alla ampiezza della solitudine che intristisce le persone e alla incredibile frequenza dei conflitti che avvelenano i popoli. Il bisogno che gli uomini e i popoli hanno di essere liberati da innumerevoli forme di schiavitù è enorme. E Gesù vede la sproporzione tra l’incredibile lavoro di evangelizzazione che c’è da compiere e il piccolo numero dei discepoli. Gesù è ben consapevole di questo divario. Comunque il problema non è solo sul piano del numero, ma su quello della qualità. Per questo Gesù, se da una parte esorta i discepoli a pregare perché il Padre mandi operai nella sua messe, dall’altra prega perché il loro lavoro abbia un buon esito. Certo, comunicare il Vangelo non è un’opera leggera o facile; essa richiede il superamento di pigrizie e di lentezze da parte dei discepoli stessi, ma anche di ostacoli, di pericoli e di odi, da parte del principe del male. Gesù dice loro: “Vi mando come agnelli in mezzo a lupi”. I discepoli debbono essere consapevoli dei pericoli che corrono. La cecità ai pericoli per il gregge è segno di insensibilità oltre che di poca intelligenza da parte del pastore. E questo è importante tanto più per il compito che viene loro affidato. Gesù li esorta a non restare nei luoghi abituali o a gestire le abitudini di sempre, fossero anche religiose. La Chiesa, la comunità cristiana – e quindi ogni singolo discepolo – è per sua natura missionaria, ossia mandata dal Signore a comunicare il Vangelo ovunque nel mondo, a preparare i cuori degli uomini e delle donne perché accolgano Gesù come salvatore della loro vita. L’incontro con Gesù è il dono di pace che i discepoli sono chiamati a portare in ogni casa. E mandò quei discepoli, due a due. Gregorio Magno commenta che Gesù li mandò due a due perché la loro prima predicazione fosse l’amore vicendevole. L’amore, infatti, è la forza dei discepoli, quelli di ieri e quelli di oggi. L’amore del Signore è forte e vince i “lupi” di questo mondo, come sperimentò Francesco d’Assisi con il “lupo” di Gubbio. La forza dei discepoli di Gesù non sta nel loro equipaggiamento: non debbono portare nulla con sé se non, appunto, il Vangelo e l’amore del Signore. Con questo bagaglio, che è assieme debole e forte, essi possono percorrere le vie del mondo, testimoniando “colui che li ha mandati”. In ogni città, anzi in ogni casa, debbono annunciare il Regno di Dio e mostrarlo con la guarigione dal male: “Guarite i malati…e dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio”.


02/10/2014
Memoria della Chiesa


Calendario della settimana
GEN
15
domenica 15 gennaio
Liturgia della domenica
GEN
16
lunedì 16 gennaio
Preghiera per la pace
GEN
17
martedì 17 gennaio
Preghiera con Maria, madre del Signore
GEN
18
mercoledì 18 gennaio
Preghiera con i Santi
GEN
19
giovedì 19 gennaio
Preghiera per la Chiesa
GEN
20
venerdì 20 gennaio
Preghiera della Santa Croce
GEN
21
sabato 21 gennaio
Vigilia del giorno del Signore
GEN
22
domenica 22 gennaio
Liturgia della domenica