Riccardi Andrea: sul web

Riccardi Andrea: sui social network

change language
sei in: home - preghiera - preghier...i giorno contattinewsletterlink

Sostieni la Comunità

  

Preghiera ogni giorno


 
versione stampabile

Icona del Santo Volto
Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Chiunque vive crede in me
non morrà in eterno.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dal vangelo di Luca 13,1-9

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: "Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo".
Diceva anche questa parabola: "Un tale aveva piantato un albero di fichi nella suavigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest'albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?". Ma quello gli rispose: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l'avvenire; se no, lo taglierai"".

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Se tu credi, vedrai la gloria di Dio,
dice il Signore.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Gesù ha appena finito di parlare alla folla e qualcuno gli riferisce di una strage ordinata da Pilato contro alcuni ebrei che forse avevano tentato un’insurrezione. Questo episodio gli offre l’occasione per dire che il male o le disgrazie che ci accadono non sono conseguenza diretta delle nostre colpe. Gesù afferma che sarebbe errato ritenere che quegli ebrei morti in quell’eccidio fossero più colpevoli degli altri che furono risparmiati. E per chiarire questo suo pensiero, aggiunge anche un altro episodio che somiglia più a un disastro naturale: i morti per il crollo della torre di Siloe. Non è Dio che manda il male o che permette i disastri e le stragi, magari con intento pedagogico. Non agisce così il Padre che Gesù è venuto a rivelarci. Al contrario, il Padre che sta nei cieli è in lotta contro il male sin dall’inizio, sin da quando la violenza bruta del principe del male appare nella storia degli uomini. Il Signore chiede a tutti gli uomini, e ai discepoli del Vangelo in particolare, di coinvolgersi in questa dura battaglia contro la cattiveria e contro il principe del male che non cessa di spingere il creato verso la sua distruzione. Di qui l’appello alla conversione, ossia ad aderire al Vangelo con tutto il cuore e con tutte le forze, per essere accanto a Gesù, venuto nel mondo per sconfiggere il male e portare la liberazione e la salvezza a tutti, anche alla stessa creazione. La piccola parabola che Gesù aggiunge, mostra il valore della intercessione. Tante volte ci scontriamo con situazioni che appaiono difficili da cambiare o che nonostante tutti i nostri sforzi restano più o meno identiche a se stesse. Somigliano a quel fico di cui parla il Vangelo che non porta frutto. Il padrone del fico, per tre anni, ha cercato di raccogliere i frutti, ma non ne ha mai trovati. Spazientito, va dal vignaiolo perché lo tagli in modo che non sfrutti invano il terreno. Il linguaggio da parabola non chiede che si identifichi in maniera strettamente letterale tale atteggiamento a quello di Dio. Piuttosto, invece, dobbiamo constatare che tale impazienza da piccoli padroni ci appartiene: quante volte ci comportiamo con un cuore gretto, appunto, da piccoli padroncini crudeli privi di amore e di comprensione! Quante volte, magari per voler affermare la verità, diventiamo servi ignari ma crudeli del principe del male! Il vignaiolo, che stando accanto a quella pianta ha imparato anche ad amarla, prega il padrone perché lo lasci ancora vangare e concimare il terreno; è certo che l’albero di fico porterà frutto. Gesù ci esorta ad avere pazienza, ossia a continuare a stare accanto a quel fico, a circondarlo di premure perché giunga a suo tempo a portare frutto. Dobbiamo apprendere da Dio la sua pazienza che sa sperare su tutti, che non spegne il lucignolo fumigante, che accompagna e cura chi è debole perché si rafforzi e anche lui possa dare un contributo d’amore.


25/10/2014
Vigilia del giorno del Signore


Calendario della settimana
NOV
27
domenica 27 novembre
Liturgia della domenica
NOV
28
lunedì 28 novembre
Preghiera per i poveri
NOV
29
martedì 29 novembre
Preghiera con Maria, madre del Signore
NOV
30
mercoledì 30 novembre
Preghiera degli Apostoli
DIC
1
giovedì 1 dicembre
Preghiera per la Chiesa
DIC
2
venerdì 2 dicembre
Preghiera della Santa Croce
DIC
3
sabato 3 dicembre
Vigilia del giorno del Signore
DIC
4
domenica 4 dicembre
Liturgia della domenica

Per Natale, regala il Natale! Aiutaci a preparare un vero pranzo in famiglia per i nostri amici più poveri