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Chiesa di Sant'Egidio - Roma

 


Lettura della Parola di Dio

Alleluia, alleluia, alleluia !

Questo è il Vangelo dei poveri,
la liberazione dei prigionieri,
la vista dei ciechi,
la libertà degli oppressi.

Alleluia, alleluia, alleluia !

Dalla lettera di Paolo ai Romani 1,1-7

Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio - che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l'obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo -, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

 

Alleluia, alleluia, alleluia !

Il Figlio dell'uomo
è venuto a servire,
chi vuole essere grande
si faccia servo di tutti.

Alleluia, alleluia, alleluia !

La Lettera ai Romani, di cui iniziamo la lettura, occupa il primo posto nell'epistolario paolino sia per l'ampiezza che per l'importanza del tema che tratta. Con essa, infatti, l'apostolo si rivolge alla comunità di Roma – che egli non aveva fondato ma la cui fede era "magnificata in tutto il mondo" (Rm 1,8) – per spiegare cosa significa la salvezza, ossia la "giustizia" che salva, quella che Dio ha donato agli uomini mediante Gesù Cristo, adempiendo così la promessa fatta ad Abramo. Nell'indirizzo di saluto Paolo si presenta come "schiavo" di Gesù; infatti, gli appartiene totalmente. E proprio per questo è stato "scelto" come "apostolo", ossia con una missione e un compito particolari che il Signore stesso gli ha affidato per l'edificazione della Chiesa. È la missione di comunicare quel Vangelo che era stato "preannunciato per mezzo dei profeti nelle Sacre Scritture", il cui culmine è proprio il Vangelo di Gesù "costituito figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santificazione, mediante la resurrezione dai morti". Il Signore stesso lo ha chiamato per comunicare tale Vangelo al grande mondo dei "gentili", a cui appartengono anche "tutti coloro che si trovano a Roma". L'apostolo sa che la comunità di Roma è composta in gran parte di cristiani provenienti dal paganesimo e che è "santa" proprio per aver ricevuto e accolto il Vangelo. Augura a tutti perciò la grazia e la pace, ossia i doni con cui Dio arricchisce e protegge la vita dei suoi figli. È la grazia di una vita riscattata dalla morte e arricchita di fratelli e di sorelle da amare. È la pace di un'esistenza che trova la sua pienezza nella sequela di Gesù. Ogni credente, sull'esempio dell'apostolo, è "servo di Gesù Cristo" e "apostolo per vocazione".


12/10/2015
Memoria dei poveri


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