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Amici in carcere |
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In Africa Guinea Conakry
Il penitenziario è diviso in diverse sezioni: per i prigionieri politici, per i detenuti comuni, per gli uomini, per le donne, per i minori, per i malati. Nel carcere si incontra una situazione di estrema povertà. Il 40% dei detenuti proviene dai paesi limitrofi (Sierra Leone, Liberia) e parla inglese o lingue indigene. Altri provengono dall'interno del paese, attratti nella capitale dalle possibilità di lavoro e di studio. I più poveri sono anche analfabeti e parlano soltanto lingue locali, con la conseguente difficoltà di comunicazione. Può accadere, perciò, che le famiglie non vengano neppure a conoscenza dell'avvenuta carcerazione. Tra i detenuti malati c'è un'alta mortalità e le possibilità di essere curati sono assai esigue, tanto più che non c'è una vera e propria infermeria. Molti sono stati internati in seguito a denunce per piccoli furti. In questi casi sarebbe possibile la scarcerazione risarcendo il debito, ma finché il debitore è recluso non può lavorare per guadagnare i soldi da restituire. Per questo le persone della Comunità svolgono anche un importante ruolo di mediazione andando a parlare con i creditori perché vengano ritirate le denunce da cui dipendono molte reclusioni.
Il vitto fornito dall'amministrazione penitenziaria è scarso e scadente, chi non ha parenti e non ha razioni supplementari di cibo spesso soffre di denutrizione. Le visite che facciamo settimanalmente sono sempre accompagnate dalla distribuzione di cibo. Da quattro anni poi nel giorno di Natale viene organizzato un pranzo che è seguito da una festa. Oltre al cibo portiamo anche indumenti, stuoie per dormire e una presenza amica. L'intervento dei volontari della Comunità nel carcere ha contribuito a migliorare la situazione, soprattutto quella dei minori e dei malati. Da qualche tempo abbiamo ottenuto che i minori possano frequentare la scuola interna al penitenziario.
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