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a cura di
Stefania Tallei

 

 

In Africa

Mozambico


Distribuzione del cibo nel carcere di Pemba

In Mozambico molti studenti della Comunità vanno a trovare i detenuti nelle carceri di Lichinga, di Cuamba, di Pemba. Le visite in carcere sono cominciate con i pranzi fatti durante le giornate di festa, come a Natale. Le persone della Comunità, di fronte alla povertà e al bisogno estremo di cibo dei detenuti hanno deciso di portare innanzitutto da mangiare. In seguito le visite sono diventate più frequenti e regolari ed hanno assunto un carattere di aiuto stabile anche gli aiuti alimentari, la distribuzione dei vestiti e delle coperte.

I detenuti sono in maggioranza giovani e spesso analfabeti, sono stati perciò avviati corsi di alfabetizzazione. E' stato tuttavia necessario affrontare anche i problemi igienico-ambientali con progetti di ristrutturazione: le carceri anche da questo versante sono invivibili. A questo scopo, la Comunità ha avviato vari progetti di cooperazione, tra questi la creazione di infermerie, nuovi servizi igienici e laboratori artigianali.

In Mozambico, come in Guinea Conakry, abbiamo conosciuto giovani condannati per reati minimi, ad esempio per aver rubato del cibo. Molti piccoli reati sono puniti con sanzioni in moneta, ma chi non paga va in prigione. Anche chi viene trovato a consumare droga riceve multe molto pesanti, ma la maggior parte dei ragazzi puniti non possono pagare un prezzo così alto e così finiscono in carcere. Molti minorenni per questo motivo hanno perso anni scolastici. A Pemba, se non si hanno i soldi per pagare la multa, può accadere di restare in prigione anche quando il tempo della carcerazione è terminato.

Anche in Mozambico la Comunità interviene per ottenere la scarcerazione di chi resta recluso e dimenticato per anni. Nella prigione di Pemba si era verificata, fra il 1998 e il 1999, una situazione di estremo sovraffollamento proprio a causa dei molti provvedimenti davvero eccessivi in rapporto ai reati commessi. Soprattutto, erano molto numerosi i minorenni reclusi. I giovani della Comunità hanno avviato dei contatti con il Procuratore e con il Tribunale favorendo una rapida scarcerazione di tutti i minorenni e, in seguito, la liberazione di molti che erano reclusi in modo anomalo o con condanne particolarmente dure. L'importante svolta avvenuta nel carcere di Pemba ha dato vita a una fattiva e continuativa collaborazione con il Procuratore, creando condizioni di fiducia da parte delle istituzioni nei confronti delle iniziative della Comunità, a tutto vantaggio dei detenuti.