Comunità di S.Egidio


Il Comune di Rimini ha conferito la cittadinanza onoraria
al Prof. Andrea Riccardi

Riportiamo qui di seguito i discorsi pronunciati nel corso della cerimonia dal Sindaco di Rimini, Dott. Alberto Ravaioli, dal Prof. Jean Dominique Durand e dal Prof. Andrea Riccardi.

Saluto del sindaco di Rimini. 

Rimini, 7 marzo 2000

 

Professor Riccardi
Professor Durand
Gentili ospiti

 

"Ci vuole un paese dentro", scrive Cesare Pavese indicando la necessità che ognuno di noi ha di sentirsi a proprio agio in un luogo, in un paesaggio; di sentirsi a casa anche se quella non è la propria città o la propria casa.

Oggi, con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Rimini al professor Andrea Riccardi, la città di Rimini tenta di dare spessore ad una affermazione che è universale. Ognuno di noi ha, nel profondo del cuore, un paese, un luogo, dei ricordi. E forse proprio per questo il ritornare del professor Riccardi a Rimini, sulle rive dell'Adriatico dove ha trascorso gli anni dell'adolescenza prima di trasferirsi a Roma, non è mai cessato.

Rimini - e lo dice un riminese che non è nato qui - è una città che ti resta dentro per la sua originalità, per la sua capacità di essere sempre uguale eppure sempre così diversa, per il suo essere paese ed al tempo stesso metropoli.

Ci sono pagine bellissime che raccontano Rimini, affreschi di una città capace di cambiare pelle pur senza perdere le proprie caratteristiche: il mare e la marina, il centro storico, i viali che portano alla spiaggia… "Le città dai nomi così perfettamente turistici - scrive Pier Vittorio Tondelli nel suo romanzo dedicato a Rimini - appaiono come una lunga serpentina luminosa che accarezza il nero del mare come il bordo in strass di un vestito da sera… Quella strada che per chilometri lambisce l'Adriatico offrendo festa, felicità e divertimento… ecco, quella scia di piacere segna il confine fra la vita e il sogno di essa, la frontiera tra l'illusione luccicante del divertimento e il peso opaco della realtà… Se qualcuno avesse percorso in tutta la sua lunghezza quella strada, senza uscirne mai, avrebbe forse veramente vissuto il sogno…".

Probabilmente non è questo il luogo e il momento per un elogio della riminesità e dei suoi caratteri fondanti, vista la levatura internazionale del personaggio che oggi abbiamo come ospite d'onore. Ma credo che questo breve "amarcord" possa essere gradito anche dal professor Riccardi che ha vissuto a Rimini in un periodo che è passato alla storia come quello della grande rinascita, dell'esplosione del fenomeno turistico: un periodo che ha segnato la grande volontà della nostra città di raggiungere una dimensione europea.

Rimini città europea, capitale europea del turismo, concede oggi la cittadinanza onoraria ad un uomo che tanto ha fatto e fa per la pace nel mondo. La comunità di Sant'Egidio, di cui Andrea Riccardi è stato iniziatore nel 1968, è oggi uno degli esempi più belli e significativi di come la cultura cattolica possa aprirsi alle altre religioni in uno spirito di vero ecumenismo e di come, da questo ecumenismo, possano nascere iniziative di pace e di solidarietà che non hanno eguale in tutto il mondo.

Studioso, uomo di cultura e di pace, il professor Andrea Riccardi è senza dubbio uno dei grandi personaggi di questi anni di storia italiana, e la città di Rimini non può che essere orgogliosa dell'affetto che lui nutre per la nostra realtà.

Mozambico, Albania, Kurdistan, Algeria: sono solo alcune delle tappe che hanno visto Andrea Riccardi come mediatore e portatore di pace, come protagonista di "momenti storici". Penso - per limitarmi ad un esempio - alla grande preghiera interreligiosa del 1986 ad Assisi, e all'ultimo grande incontro ecumenico organizzato a Bucarest, lo scorso anno, alla presenza del Papa.

Ha scritto Arrigo Levi a proposito di quest'ultimo incontro: "E' uno di quei risultati sorprendenti che Sant'Egidio spesso ottiene, con astuzia e innocenza, e con l'arma tenace del dialogo".

Mi ha affascinato, guardando questa mattina il sito Internet di Sant'Egidio, il titolo di un libro dedicato alla comunità: "Il sapore dell'utopia". Ecco, in quella frase si racchiude come forse meglio non si potrebbe uno spirito, un modo di pensare, una capacità di elaborazione culturale. L'utopia è, in fondo, un modo di essere, di guardare avanti con la consapevolezza che ci sono obiettivi quotidiani da raggiungere, per i quali impegnarsi e lottare; ma è anche la convinzione che servono salti in avanti, una capacità progettuale capace di guardare oltre il contingente, la volontà di accettare sfide alle quali, probabilmente, non si era neppure mai pensato. Ognuno di noi è quotidianamente chiamato ad affrontare queste sfide, nel lavoro, nella professione, nell'impegno sociale, e lo deve fare con la consapevolezza che il ruolo che ricopre - qualunque esso sia - non può essere fine a se stesso ma deve essere finalizzato a qualcosa di più alto: al raggiungimento di obiettivi che a prima vista possono anche apparire impossibili.

Ringrazio il Consiglio comunale per avere accettato con entusiasmo la proposta mia, dell'assessore alla cultura Stefano Pivato e dell'intera giunta di assegnare la cittadinanza onoraria al professor Andrea Riccardi.

Con il riconoscimento che oggi viene consegnato al professor Riccardi, Rimini vuole dire anche questo: che c'è da qualche parte nel mondo, dovunque si trovi per espletare la sua missione di pace, c'è un "riminese dentro" che lotta e si impegna perché il domani sia migliore.