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Saluto
del sindaco di Rimini.
Rimini,
7 marzo 2000
Professor
Riccardi
Professor Durand
Gentili ospiti
"Ci
vuole un paese dentro", scrive Cesare Pavese indicando la necessità
che ognuno di noi ha di sentirsi a proprio agio in un luogo, in un
paesaggio; di sentirsi a casa anche se quella non è la propria città o
la propria casa.
Oggi,
con la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di Rimini al
professor Andrea Riccardi, la città di Rimini tenta di dare spessore ad
una affermazione che è universale. Ognuno di noi ha, nel profondo del
cuore, un paese, un luogo, dei ricordi. E forse proprio per questo il
ritornare del professor Riccardi a Rimini, sulle rive dell'Adriatico dove
ha trascorso gli anni dell'adolescenza prima di trasferirsi a Roma, non è
mai cessato.
Rimini
- e lo dice un riminese che non è nato qui - è una città che ti resta
dentro per la sua originalità, per la sua capacità di essere sempre
uguale eppure sempre così diversa, per il suo essere paese ed al tempo
stesso metropoli.
Ci
sono pagine bellissime che raccontano Rimini, affreschi di una città
capace di cambiare pelle pur senza perdere le proprie caratteristiche: il
mare e la marina, il centro storico, i viali che portano alla spiaggia…
"Le città dai nomi così perfettamente turistici - scrive Pier
Vittorio Tondelli nel suo romanzo dedicato a Rimini - appaiono come una
lunga serpentina luminosa che accarezza il nero del mare come il bordo in
strass di un vestito da sera… Quella strada che per chilometri lambisce
l'Adriatico offrendo festa, felicità e divertimento… ecco, quella scia
di piacere segna il confine fra la vita e il sogno di essa, la frontiera
tra l'illusione luccicante del divertimento e il peso opaco della realtà…
Se qualcuno avesse percorso in tutta la sua lunghezza quella strada, senza
uscirne mai, avrebbe forse veramente vissuto il sogno…".
Probabilmente
non è questo il luogo e il momento per un elogio della riminesità e dei
suoi caratteri fondanti, vista la levatura internazionale del personaggio
che oggi abbiamo come ospite d'onore. Ma credo che questo breve
"amarcord" possa essere gradito anche dal professor Riccardi che
ha vissuto a Rimini in un periodo che è passato alla storia come quello
della grande rinascita, dell'esplosione del fenomeno turistico: un periodo
che ha segnato la grande volontà della nostra città di raggiungere una
dimensione europea.
Rimini
città europea, capitale europea del turismo, concede oggi la cittadinanza
onoraria ad un uomo che tanto ha fatto e fa per la pace nel mondo. La
comunità di Sant'Egidio, di cui Andrea Riccardi è stato iniziatore nel
1968, è oggi uno degli esempi più belli e significativi di come la
cultura cattolica possa aprirsi alle altre religioni in uno spirito di
vero ecumenismo e di come, da questo ecumenismo, possano nascere
iniziative di pace e di solidarietà che non hanno eguale in tutto il
mondo.
Studioso,
uomo di cultura e di pace, il professor Andrea Riccardi è senza dubbio
uno dei grandi personaggi di questi anni di storia italiana, e la città
di Rimini non può che essere orgogliosa dell'affetto che lui nutre per la
nostra realtà.
Mozambico,
Albania, Kurdistan, Algeria: sono solo alcune delle tappe che hanno visto
Andrea Riccardi come mediatore e portatore di pace, come protagonista di
"momenti storici". Penso - per limitarmi ad un esempio - alla
grande preghiera interreligiosa del 1986 ad Assisi, e all'ultimo grande
incontro ecumenico organizzato a Bucarest, lo scorso anno, alla presenza
del Papa.
Ha
scritto Arrigo Levi a proposito di quest'ultimo incontro: "E' uno di
quei risultati sorprendenti che Sant'Egidio spesso ottiene, con astuzia e
innocenza, e con l'arma tenace del dialogo".
Mi
ha affascinato, guardando questa mattina il sito Internet di Sant'Egidio,
il titolo di un libro dedicato alla comunità: "Il sapore
dell'utopia". Ecco, in quella frase si racchiude come forse meglio
non si potrebbe uno spirito, un modo di pensare, una capacità di
elaborazione culturale. L'utopia è, in fondo, un modo di essere, di
guardare avanti con la consapevolezza che ci sono obiettivi quotidiani da
raggiungere, per i quali impegnarsi e lottare; ma è anche la convinzione
che servono salti in avanti, una capacità progettuale capace di guardare
oltre il contingente, la volontà di accettare sfide alle quali,
probabilmente, non si era neppure mai pensato. Ognuno di noi è
quotidianamente chiamato ad affrontare queste sfide, nel lavoro, nella
professione, nell'impegno sociale, e lo deve fare con la consapevolezza
che il ruolo che ricopre - qualunque esso sia - non può essere fine a se
stesso ma deve essere finalizzato a qualcosa di più alto: al
raggiungimento di obiettivi che a prima vista possono anche apparire
impossibili.
Ringrazio
il Consiglio comunale per avere accettato con entusiasmo la proposta mia,
dell'assessore alla cultura Stefano Pivato e dell'intera giunta di
assegnare la cittadinanza onoraria al professor Andrea Riccardi.
Con
il riconoscimento che oggi viene consegnato al professor Riccardi, Rimini
vuole dire anche questo: che c'è da qualche parte nel mondo, dovunque si
trovi per espletare la sua missione di pace, c'è un "riminese
dentro" che lotta e si impegna perché il domani sia migliore.
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