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Esodo 17, 8-13
Timoteo 3, 14-4,2
Luca 18, 1-8
Sono grato di poter essere di nuovo qui con la Comunità di Sant’Egidio e specialmente sono grato di poter essere qui a pregare con voi e a celebrare con voi l’Eucaristia.
La Comunità di Sant’Egidio fa molte cose buone per i poveri e per la pace, ma la cosa più importante che fa è pregare il Signore. La cosa più attraente che fa è pregare.
Quando i missionari cattolici portarono il Vangelo di Gesù Cristo ai nativi del Nord America, duecento anni fa, quello che colpì i nativi fu proprio la vita di preghiera dei missionari. Il cristianesimo era chiamato "La via della Preghiera" ed il vescovo era chiamato: "Il grande capo della preghiera".
Certe volte la preghiera è meraviglia: è tempo dedicato alla meraviglia per la bontà e la bellezza di Dio.
Certe volte la preghiera è lavoro: tempo dedicato chiedendo a Dio di fare qualcosa che riteniamo buono.
Il legame tra le opere buone che facciamo e la preghiera si realizza quando chiediamo a Dio nella preghiera di fare qualcosa di buono o di aiutarci a fare il bene.
Tale legame è presente nella storia di Mosè che pregava per sostenere il popolo eletto nella battaglia contro i nemici.
Quando Mosè pregava per l’esercito, le sorti della battaglia volgevano a suo favore, ma quando la sua preghiera si faceva stanca, l’esercito perdeva.
Gesù lega la preghiera al lavoro quando racconta la parabola della povera vedova che insistentemente chiedeva giustizia.
La sua insistenza nel chiedere giustizia finì per far agire anche un giudice iniquo.
Il Beato Papa Giovanni ventitreesimo, scrisse che: "la preghiera non trova spesso un posto nella vita degli uomini di oggi. I propri bisogni: una buona salute, una buona compagnia, un lavoro che soddisfi, questi sì, ma non la preghiera. Tra tante cose di cui c’è bisogno la preghiera è però uno dei bisogni più grandi".
Potremmo chiederci perché il Papa Giovanni XXIII ha detto che la preghiera è la cosa di cui ciascuno ha più bisogno quando Dio non sempre risponde alle nostre preghiere.
Certe volte perdiamo le nostre battaglie e ad altre volte Dio ci sembra più sordo di un giudice iniquo.
Il legame tra le nostre opere buone e la preghiera è chiaro quando le preghiere sono ascoltate. Ma perché pregare quando Dio non ci dona quello che chiediamo?
Innanzitutto, quando chiediamo nella preghiera, portiamo innanzi a Dio i desideri del nostro cuore. Dovremmo avere desideri profondi: il desiderio della pace; la felicità e la salvezza dei bambini e degli anziani; la salute per i malati, ed in particolare per quelli che amiamo; il desiderio di comunicare il Vangelo di Gesù.
Nella preghiera portiamo tutti questi desideri davanti a Dio, tutti e ciascuno di essi.
E mentre cominciamo a comprendere i nostri desideri ed a portarli davanti al Signore nella preghiera, ci accorgiamo anche che c’è qualcosa che io voglio ma che non posso portare davanti a Dio nella preghiera.
La differenza tra la volontà di Dio e i nostri desideri appare chiara nella preghiera, ed il tempo che passiamo nella preghiera gradualmente cambia i nostri desideri.
La preghiera è un modo di purificare il nostro desiderio ed un modo di crescere nella santità.
Anche quando sembra che la nostra preghiera non sia accolta, Dio ascolta, e ci rende santi.
E anche, di più, quando chiediamo a Dio nella preghiera compiamo un atto di fede. Quando preghiamo, diciamo che crediamo che Dio possa operare, che è potente.
Diciamo che crediamo che egli si preoccupa di noi, che egli ci e vicino e che ci vuole proteggere.
Diciamo anche che Dio ci permette di essere liberi di chiedere e di non chiedere, che ci rispetta.
Questo Dio è il Padre del Nostro Signore Gesù Cristo. Questo è il Dio che proclamiamo all’inizio del Credo: Credo in Dio.
Quale Dio?
Dio che provvede e che rispetta la nostra libertà.
Senza la fede in questo Dio la preghiera non ha senso. E per questo quando la preghiera scompare dalla vita di una persona, così scompare anche la fede.
"Quando il figlio dell’uomo verrà", dice Gesù, "troverà la fede sulla terra?"
Gesù pone questa domanda proprio dopo averci insegnato la perseveranza nella preghiera, perché, finché continuiamo a chiedere a Dio di agire su questa terra, finché continuiamo a collegare le nostre opere buone a quel Dio che è Dio buono, la nostra fede è viva.
E mentre ci accingiamo a chiedere a Dio ciò che di buono egli vorrà darci, vi chiedo di pregare per me e per la chiesa di Chicago e vi prometto di ricordarmi di voi tutti e della Comunità nella mie preghiere.
Il Signore vi benedica.
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