Comunità di S.Egidio


19/04/2002
Genova (Italia)
Liturgia in memoria degli "amici per la strada"
Predicazione del Card. Tettamanzi
Genova - Cattedrale di San Lorenzo

       

 


Carissimi, anzitutto vi dico grazie perché io vi ho invitato a venire in questa chiesa, che è la cattedrale di Genova, e voi avete detto di si. 

E così ci troviamo insieme questo pomeriggio a pregare il Signore perché ci dia forza e serenità nel cammino della nostra vita. E spesso è un cammino faticoso e pesante. Ma siamo qui a pregare il Signore anche per una preghiera di suffragio per quelle persone che noi abbiamo conosciuto ed amato, che ci sono state vicine e che oramai hanno lasciato le case di questo mondo e sono entrate nella casa di Dio.

Io vorrei porvi una domanda semplicissima. E’ questa. Ma voi, avete fame e sete? Tutti dicono di si, e certe volte si ha tanta fame e tanta sete. Ma di nuovo. Abbiamo fame e sete di che cosa? Certo di pane e di acqua, ma, se ci riflettiamo, noi comprendiamo che nel nostro cuore c’è una fame e una sete soprattutto di amore.

Noi abbiamo bisogno di essere amati. Vedete, il Papa nella sua prima lettera enciclica “Il Redentore dell’uomo” ha scritto una riga meravigliosa e stupenda: “l’uomo non può vivere senza amore, non cresce come uomo, se non fa l’esperienza dell’amore”. Ecco, tutti siamo affamati ed assetati di amore. Abbiamo bisogno per vivere dell’amore degli altri nei nostri confronti. Un amore che si esprime non soltanto attraverso il dono di qualcosa necessario per continuare il cammino della vita, ma si esprime innanzitutto con un grande rispetto della dignità personale. Se gli altri ci dovessero colmare di tante cose ma non dovessero rispettare la nostra dignità umana, la nostra dignità di persone, la nostra dignità di figli di Dio, tutte queste cose non soddisferebbero la fame e la sete più profonda che abbiamo dentro di noi. Noi abbiamo la dignità umana, la dignità di persona del tutto uguale alla dignità umana e la dignità di persone degli altri, anche dei più ricchi, dei più potenti, dei più fortunati.

Ecco, l’amore si esprime così, attraverso il rispetto della vostra, della nostra dignità umana e personale. Ecco il motivo della nostra grandezza. Anche nei momenti più difficili, più faticosi, nei momenti nei quali viene meno la speranza, quando ci sembra di essere dimenticati, emarginati da tutti, dentro di noi, dobbiamo avere questa consapevolezza: noi siamo grandi davanti al Signore per questa dignità umana e personale che ha stampato Lui come nostro Creatore e ha reso ancora più bella come nostro Salvatore e Redentore.

Abbiamo bisogno di essere amati, ma dobbiamo subito dire che, nella vita, nonostante tante disavventure, abbiamo incontrato tante persone che ci vogliono bene. Tante volte abbiamo l’impressione di essere soli ma in realtà questa solitudine viene cancellata da persone che ci vengono incontro, da persone che sanno spendere un po’ di tempo per noi, da persone che ci parlano, che ci danno qualcosa, che ci riconoscono nella nostra dignità. Sto pensando a tante persone volontarie, che in maniera libera, gratuita, per amore, vengono incontro ai momenti più pesanti e più difficili della vostra vita. Abbiamo bisogno di amore ma ringraziamo il Signore che ci sono delle persone che questo amore ce lo danno.

Io devo fare un altro passo insieme a voi. Perché ci sono dei momenti nei quali, quella solitudine, che io vi ho detto, viene cancellata dalla presenza e dall’interessamento dei volontari, quella solitudine rimane ugualmente, anzi in un certo senso, ci sono dei momenti in cui le parole e i gesti di questi volontari ci danno in qualche modo fastidio. Abbiamo una solitudine che pesa ancora di più dentro di noi e di fronte alla quale pensiamo davvero che non ci sia nessun uomo e nessuna donna in questo mondo in grado di togliercela dal di dentro. Qui in Chiesa siamo chiamati a fare un atto di fede. Anche nei momenti nei quali questa solitudine non riesce ad essere sconfitta dai volontari che ci vengono incontro, crediamo che questa solitudine è conosciuta dal Signore, e il Signore nella sua bontà, è capace di entrare nel nostro cuore e di farci capire che, nonostante tutto, Lui ci tiene nelle sue mani. Lui vuole tenerci dentro il suo cuore. Lui vuole farci capire che è l’amore che non viene mai meno. E’ come il sole splendente anche nelle giornate più buie. Questo è il Signore, questo è il Suo amore, questa è la ricchezza che nessun uomo ci può dare e che, invece, ci dà il Signore. 

Io sto dicendo delle parole di fede. Io ci credo fermamente. Che il Signore è un mistero di amore sempre, direi soprattutto nei momenti della disperazione. Ma so anche che ci sono dei momenti nei quali è difficile avere questa fede. Questa fede rischia di essere raggiunta dal dubbio e allora è una grande fatica credere che anche in certe situazioni il Signore non ci abbandona, il Signore ci è vicino, il Signore ci sostiene, il Signore ci prende per mano, il Signore cammina per noi, il Signore è il nostro compagno, è il nostro amico perché Lui ci ha creato. Colui che è vicino a ciascuno di noi e vuole essere il premio della nostra esistenza, in particolare della nostra esistenza tribolata.

Ma ho un ultimo passo da fare con voi. Ho detto che noi abbiamo fame e sete di amore, cioè di rispetto della nostra dignità personale: noi siamo anche fortunati perché abbiamo delle persone che ci vengono incontro e che ci dicono il loro amore. Noi cristiani sappiamo che aldilà di ogni aiuto umano, c’è questo aiuto della grazia, c’è l’amore del Signore. C’è dunque un oceano infinito di attenzione, di rispetto, di amore di Dio nei nostri confronti. Però alla fine tutti veniamo interpellati perché è vero, ciascuno di noi ha bisogno dell’amore, ma ciascuno di noi ha la capacità di amare l’altro. Allora la conclusione più semplice e più bella che io vorrei trarre proprio al termine di questa predica, è che dobbiamo saperci amare a vicenda. Se gli altri ci amano, ma noi non ci amiamo tra di noi, vuol dire che la nostra risposta non è stata adeguata, perché all’amore si risponde con l’amore. Dobbiamo amarci tra di noi, perché amandoci renderemo più facile, più sereno, più sicuro il cammino della nostra vita. Io so che non c’è nessuno in mezzo a noi questa sera che è capace soltanto di ricevere l’amore, so invece che tutti, proprio tutti, siamo capaci anche di dare l’amore. Noi cambieremmo non soltanto la nostra vita, ma la vita di questa nostra società, spesso così ingiusta, spesso così lenta e faticosa nel vivere la solidarietà, talvolta persino disumana e disumanizzante, noi la cambieremmo se fossimo capaci, non solo di ricordare questa verità, ma di viverla ogni giorno. 

Noi aspettiamo l’amore, ma l’amore tocca anche a noi saperlo dare agli altri. Il Signore ci doni davvero questa sera, questa semplicissima eppure straordinaria grazia. La grazia: sentire il bisogno dell’amore ma allo stesso tempo di sentire la gioia di amarci fra di noi.