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11
agosto 2006
L'esecuzione di Tibo e i suoi due compagni condannati a morte in
Indonesia è stata sospesa fino a dopo il 17 agosto, data della festa
nazionale dell'indipendenza indonesiana. Una data che tradizionalmente
accompagna anche atti di clemenza, su cui oggi si appuntano le speranze di
quanti stanno da tempo sostenendo la causa dei tre cristiani condannati a
morte. La Comunità di Sant'Egidio esprime soddisfazione per la sospensione
dell'esecuzione e si augura che sia occasione di proseguire nel
procedimento giudiziario, tenendo conto delle nuove testimonianze rese in
loro favore e non ancora recepite ai fini di un equo giudizio. Auspica inoltre che si riapra il dibattito già avviato nel parlamento
indonesiano sulla compatibilità della condanna a morte con i principi
fondamentali dello stato indonesiano (la Pancasila, che assicura il
diritto al rispetto della vita e della dignità di ogni essere umano) e
che , al fine di poter portare avanti questo dibattito con serenità, sia
messa in atto una moratoria delle esecuzioni. La Comunità, che da molti mesi è al fianco dei condannati, in stretto
contatto con la Chiesa locale, la Conferenza episcopale, (il vescovo mgr.
Suwatan, i il comitato difensivo del PADMA, ha dispiegato un'intensa
azione per chiedere la sospensione dell'esecuzione e la ripresa del
processo. Nelle ore precedenti il momento fissato per l'esecuzione, padre Jimmy
Tumbelaka, cappellano dei tre condannati, ci ha informato di un diffuso
atteggiamento di rifiuto a procedere all'esecuzione, da parte anche delle
autorità civili del luogo, che rappresenta molto bene i sentimenti del
popolo indonesiano, consapevole che questa esecuzione non potrebbe che
portare ad un risorgere delle violenze interetniche. La notizia
dell'intervento del papa, che la Comunità ha personalmente comunicato a
quanti erano a Palu, vicino ai condannati a morte, ha infuso nuovo
coraggio e speranza. CI HA SCRITTO MONS. SUWATAN, SUBITO DOPO LA NOTIZIA DELLA SOSPENSIONE: Cari amici di Sant'Egidio, Deo Gratias! l'esecuzione di Tibo e compagni è stata sospesa oltre il
17 agosto 2006 .... c'è una tradizione che il 17 agosto il presidente dia
una "REMISSIONE DELLA PENA" ai prigionieri. Noi ci impegneremo
affinchè Tibo possa ricevere una gesto di "clemenza" come è
stato chiesto dal Santo Padre nella sua lettera .... che sia cambiata la
pena da "pena di morte" in "carcere a vita". Lavoriamo
e preghiamo. Ora et labora! Un saluto carissimo, e grazie per aver preso a
cuore questo caso e per tutto il vostro sostegno". La Comunità di Sant'Egidio si unisce ai sentimenti di gioia e di
speranza del vescovo Suwatan, della Chiesa indonesiana e di quanti hanno
sostenuto questa battaglia per la vita e prosegue nel proprio impegno
affinchè la sospensione di oggi possa tramutarsi in una definitiva
rinuncia al ricorso alla pena capitale.
Papa Benedetto XVI chiede clemenza per Fabianus, Dominggus e Marinus Telegramma del Santo Padre His Excellency I am writing to you in regard to the imminent executions of Fabianus Tibo, Dominggus da Silva and Marinus Riwu. In the name of His Holiness Pope Benedict XVI I turn to you again, Your Excellency, to seek your intervention on humanitarian grounds, and in light of the particularity of the case, in order that an act of clemency might be granted to these three Catholic citizens of your nation. In adding my voice to others I would also note the position of the Catholic Church which on numerous occasions has spoken out against the death penalty. Trusting that this appeal made on behalf of His Holiness will meet with a positive outcome, I extend to you my sentiments of esteem. Cardinal Angelo Sodano
Illustre Sig. Susilo Bambang Yudoyono Presidente del Repubblica d’Indonesia Jakarta con rispetto porgiamo i nostri saluti, con la presente lettera consenta a noi, Presidio della Conferenza Episcopale d’Indonesia, di presentarle una questione che negli ultimi giorni sta angustiando la nostra società, ovvero la pena di morte. Con la pena di morte si pone fine alla vita di un essere umano senza possibilità di tornare indietro, anche se la verità in seguito dovesse emergere in modo completametamente diverso. Inoltre il nostro paese, la Repubblica d’Indonesia, ha ratificato gli Accordi sui Diritti Civili e Politici nei quali il diritto alla vita di ogni uomo è riconosciuto e tenuto nella più alta cosiderazione. Per questo motivo noi, Presidio della Conferenza Episcopale Indonesiana, con sincerità, ci permettiamo di richiedere la sospensione dell’esecuzione della pena di morte per qualsiasi essere umano. Possa la pena di morte in Indonesia essere cancellata per sempre. Noi crediamo che lei, Signor Presidente, nel pieno della sua saggezza, saprà prendere la decisione migliore. Presidio della Conferenza Episcopale d’Indonesia
Piazza di
S. Egidio, 3/a - 00153 ROMA |
Rassegna stampa Approfondimenti Appello di mons. Suwatan e di altri leader religiosi per la sospensione dell'esecuzione Appello
del Card. Darmaatmadja La solidarietà di papa Benedetto XVI Appello dei religiosi contro la pena di morte Libri
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