|
|
|
|
23/10/2000 |
|
|
|
|
Il 16 ottobre del 1943 migliaia di ebrei furono prelevati dalle loro abitazioni e trasportati in treno, ammassati come gli animali. Erano 1.022 caricati su diciotto carri bestiame alla stazione Tiburtina. Dei 1.022 razziati del 16 ottobre sono tornati alla fine della Seconda Guerra Mondiale soltanto sedici uomini e una donna. Domenica sera a piazza di Santa Maria in Trastevere, a distanza di cinquantasette anni, la Comunità ebraica di Roma e la Comunità di sant'Egidio hanno voluto ricordare e promuovere, come è avvenuto negli anni precedenti, una marcia della tolleranza e della memoria ed una veglia per ricordare lo sterminio degli ebrei romani, avviato con la deportazione del 16 ottobre 1943. Quell'anno migliaia di persone furono prelevati con la forza e portati nei campi di concentramento di Auschwitz, Birkenau, Belsen, Dachau, Buchcnwald, Flossenburg, Treblinka, Sobibor e poi ancora Molk, Risiera di San Sabba e Gusen. Uomini, donne, vecchi e bambini fecero la stessa tragica fine: furono uccisi barbaramente. L'età non aveva nessuna importanza, purché si trattava di ebrei. La manifestazione, alla quale erario presenti Monsignor Ambrogio Spreafico, Rettore Magnifico della Pontificia Università Urbaniana, il fondatore della Comunità di sant'Egidio, prof. Andrea Riccardi, il prof. Alessandro Zuccari, della Comunità di sant'Egidio, il rabbino capo della Comunità ebraica, Elio Toaff, il presidente della Comunità ebraica romana, Leone Paserman, e l'Ambasciatore d'Israele in Italia, Yehudia Mulo, ha voluto offrire alla città di Roma e alla comunità nazionale un momento di profonda riflessione ed una proposta per una convivenza civile e democratica tra i popoli. "Ricordare insieme il 16 ottobre 1943 ha sottolineato il prof. Alessandro Zuccari non è per noi un'abitudine. Anzi, più si allontana quel giorno e più cresce in noi la responsabilità di mantenere ancora vivo il ricordo di quel tragico evento che ha lasciato una ferita profonda non solo nella comunità ebraica di Roma, tua nella vita dell'intera città. Per questo - ha aggiunto Alessandro Zuccari - la Comunità di sant'Egidio e la Comunità ebraica di Roma, sono fedeli a questo appuntamento, compiendo ogni anno un pellegrinaggio della memoria, che dal rione di Trastevere si muove silenziosamente verso il Portico d'Ottavia". La fiaccolata ha attraversato gli stretti vicoli di Trastevere. Dietro lo striscione nero che portava la scritta: "Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo", decine di ragazzi esibivano cartelli anch'essi neri con i nomi dei lager. Il corteo ha attraversato il Tevere sull'Isola Tiberina dove si trovava l'unica sinagoga aperta durante la guerra. Il corteo ha raggiunto via di Portico d'Ottavia, dove avvenne parte del rastrellamento ad opera delle "SS" naziste. "La memoria del 16 ottobre - ha detto il prof. Andrea Riccardi - è uno degli eventi maggiori della storia della nostra Roma contemporanea. A partire da questa memoria si costruisce un'idea di Roma e di solidarietà tra i romani. E la memoria di una ferita all'intera città, ma soprattutto alla Comunità ebraica perpetrata, come un ladro nella notte, dopo che si era provveduto ad isolare quella Comunità con le leggi razziste e con la politica fascista- A partire da quella memoria ha proseguito Riccardi si afferma la volontà di un patto tra i romani per non dimenticare, per non isolare mai più nessuna comunità, per considerare la Comunità ebraica di questa città come uno dei luoghi decisivi per la nostra identità. Noi, come sant'Egidio, ha concluso ci sentiamo dentro questo patto a non dimenticare, che vuol dire non tollerare che nessuna comunità sia isolata nella vita cittadina. Un patto per non dimenticare: è quello che si celebra ogni mese di ottobre con questa manifestazione".
Francesco Ricupero
|
|