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La pioggia che cade fin dal mattino non ferma la processione degli amici della strada verso la chiesa di Santa Maria in Trastevere, dove la Comunità di Sant'Egidio ricorda Modesta Valenti, la senzatetto morta nel 1983 alla stazione Termini: l'ambulanza non la caricò perché sporca. «Uccisa dal freddo della strada - ricorda don Vittorio Ianari, sacerdote della Comunità - e da quello del cuore degli uomini». Commenta il vangelo delle Beatitudini, don Vittorio, che sembra scritto per essere ascoltato da quegli amici della strada - come li chiamano i volontari di Sant'Egidio - che riempiono la chiesa, seduti accanto ai trasteverini della messa di mezzogiorno. Le pellicce accanto alle buste di plastica, casseforti dei ricordi di una vita, trascinate da ogni parte di Roma per arrivare nel cuore di Trastevere, per ricordare Modesta e insieme con lei, tutti quelli che sono morti per la strada. «Tanti si affannano a cercare una gioia solo per sé - spiega don Ianari - una realtà che aumenta nel nostro tempo. Siamo in un inverno freddo, molti di noi ne soffrono». Ma non solo fisicamente, perché il freddo più tagliente è quello del cuore degli uomini, «che non si lava, che vive lungo le vie della nostra città», dice il sacerdote. Parla della gioia, don Vittorio, quella indicata da Gesù, «la nuova via per raggiungerla è spendere la propria vita per gli altri. Ecco la via sulla quale ha camminato Sant'Egidio». Ricorda i quarant'anni della Comunità, celebrati da poco, «anni in cui abbiamo vissuto la vera gioia del Vangelo, con l'amore per Dio e l'affetto per gli uomini, soprattutto quelli che più avevano bisogno. Come i beati, che seguendo percorsi diversi hanno speso la loro vita per gli altri».
QUARANT'ANNI di amicizia con i poveri, quarant'anni nelle strade dove la disperazione si coniuga con l'indifferenza di chi passa, guarda e va via. Come il 31 gennaio del 1983, quando Modesta venne lasciata morire sulla strada, mentre i soccorsi decidevano che no, lei sull'ambulanza non poteva salire perché troppo sporca. «Faceva freddo», ricorda don Vittorio. Freddo per strada e freddo nei cuori.
Marta Rossi
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