Comunità di S.Egidio


 

28/03/2008


SANT'EGIDIO FESTEGGIA I 40 ANNI

 

QUARANT'ANNI di vita e la voglia di crescere. Domani pomeriggio alle 16,45, per ricordare il 40° anniversario della Comunità di Sant'Egidio, il cardinale Angelo Bagnasco presiederà a San Lorenzo una messa di ringraziamento.

E un anniversario molto speciale, anche se a Genova la Comunità è arrivata qualche anno dopo. La storia nazionale inizia il 7 febbraio 1968 con un primo incontro organizzato alla Chiesa Nuova a Roma da un gruppo di studenti del liceo Virgilio, ma quell'esperienza cresce e si evolve. Dai primi "doposcuola" per i bambini immigrati nelle baracche della periferia romana, agli oltre cinquantamila membri della Comunità di Sant'Egidio in più di 70 paesi - per metà nell'emisfero sud del pianeta - fino al sito web in 25 lingue, il cammino percorso è lungo. Vangelo e preghiera, amicizia, poveri, dialogo e pace sono stati in questi anni il centro dell'impegno degli oltre 50 mila volontari di questa associazione di laici riconosciuta nel 1986 dalla Santa Sede. Presente a Genova da oltre trent'anni, Sant'Egidio è da sempre impegnata nelle periferie urbane e nel mondo, è riconosciuta dell'Unione Europea e dell'Onu per il lavoro per i diritti umani e la pace svolto a livello internazionale. Un lavoro che negli anni ha portato alla Comunità, tra gli altri, i premi Niwano per la Pace, il Premio Balzan per la Pace e il premio Unesco per la Pace, e, più recentemente, il conferimento nel 2007 della Menorah d'oro per il lavoro mondiale di amicizia con il mondo ebraico e l'impegno contro il pregiudizio e l'odio razziale .

«Il cuore della nostra Comunità a Genova è la preghiera che si svolge ogni sera nella chiesa della Nunziata e in tante parrocchie», racconta Doriano Saracino, uno degli animatori . Sul terreno sociale, Sant'Egidio è conosciuta soprattutto per le attività tra i bambini e tra gli anziani, con le scuole della pace e gli oltre duemila nonni visitati periodicamente tra istituti e case. Ma anche per il lavoro compiuto tra gli stranieri e i nomadi per favorirne l'integrazione. La prossima sfida? «L'apertura di una casa-alloggio per anziani in via Caffaro: ospiterà otto nonni che, con l'aiuto dei nostri volontari, eviteranno di entrare in istituto».

Bruno Viani