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Oggi il cardinale Crescenzio Sepe accoglie la Comunità di Sant´Egidio nella cattedrale per festeggiare il quarantesimo anniversario della sua fondazione. La celebrazione ricorda la prima riunione di un gruppo di studenti liceali di Roma, raccolti da Andrea Riccardi: da quel primo incontro comincia una storia ormai lunga, che è approdata anche a Napoli in anni ormai lontani.
È il 1973. La città è colpita dal colera: questa circostanza interroga l´allora giovanissima comunità, che ha appena ricevuto dal cardinal vicario di Roma Ugo Poletti il convento nel cuore di Trastevere, da cui prenderà il nome. I primi membri della comunità si chiedono se non si debba in qualche modo rispondere al bisogno che l´epidemia a Napoli rivela. Anche da questa inquietudine evangelica è nata la scelta di cominciare l´esperienza napoletana, che è quindi la primogenita di Sant´Egidio.
Oggi la Comunità è diffusa in tutto il mondo, con decine di migliaia di aderenti, ma l´episodio citato è emblematico della vocazione e dello stile di questo movimento. Nata nella stagione aperta dal Concilio Vaticano II, la Comunità ha incarnato quell´attitudine di simpatia verso l´uomo e di condivisione dei dolori e delle attese del nostro tempo, che è stata la novità del Concilio stesso. Così, anche quando era solo un gruppo di studenti, si è sempre lasciata mettere in questione dai drammi vicini e lontani e ha spostato sempre i suoi confini, costruendo ponti tra mondi diversi.
Gli anni a Napoli sono espressivi di questo cammino: dall´interesse per i bambini del Rione Traiano (allora era la nuova periferia) fino agli orizzonti internazionali dell´incontro delle religioni per la pace dell´ottobre scorso. Non è che la Comunità abbia cambiato ragione sociale o si sia messa in grande. È l´amore per i poveri che conduce a lottare contro la guerra, madre di tutte le povertà. È l´amicizia con un condannato a morte che ha portato a scoprire il mondo dei bracci della morte in Usa e alla grande campagna per la moratoria mondiale delle esecuzioni capitali (coronata - come è noto - da un primo successo, l´approvazione a larga maggioranza di una mozione in questo senso all´Assemblea generale della Nazioni unite a dicembre dell´anno scorso). È l´amore per questa città, per i suoi poveri, per i suoi abitanti, che ha condotto a sognare per Napoli un futuro diverso, a sognare e a lavorare perché la città ritrovi un suo profilo e una sua funzione in Italia e nel Mediterraneo, che non dimentichino la sua storia e insieme ne valorizzino il carattere e le risorse. A sognare, oltre le ristrettezze del presente.
Quella che si celebra oggi è dunque anche la storia di una presenza amica e di un amore tenace per la città, che va anche al di là del gruppo locale dei suoi aderenti: Napoli è nel cuore di Sant´Egidio fin dai suoi inizi. Le porte della cattedrale che si aprono rimarcano come Sant´Egidio sia nel cuore di Napoli.
Gino Battaglia
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