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ROMA - Imparare a vivere insieme. Mario Marazziti, portavoce della comunità di Sant'Egidio, dice che è questo che abbiamo dimenticato.
Per egoismo, forse? «Soprattutto. La popolazione deve smettere di criminalizzare i poveri, che invece fanno parte della nostra vita».
Una parte spesso scomoda, ammetterà.
«Gli sgomberi dei campi nomadi spostano il problema, ma non lo risolvono. Altre persone si allarmano, assistendo a questi spostamenti di poveri cristi».
Colpa dei Comuni e delle altre amministrazioni locali?
«Non intendo questo. Ma non bisogna nemmeno incoraggiare la criminalizzazione dei poveri».
E' possibile regolamentare l'accattonaggio?
«Normare una cosa del genere mi sembra impossibile. I mendicanti non possono essere privati dell'unico bene che hanno, quello di chiedere l'elemosina».
E in casi come quello di Firenze? Una donna cieca è stata involontariamente ferita da un mendicane te.
«Chissà com'è, ma soltanto con i poveri si adottano provvedimenti collettivi di fronte a episodi singo li. Se uno zingaro investe e uccide delle persone, si brucia il campo nomadi; se la stessa cosa la fa un italiano, non gli si dà fuoco alta casa».
Un momento. La giustizia "fai da te" non è ammessa né in un caso né nell'altra. Qui si parla di provvedimenti amministrativi
«Che hanno conseguenze sociali. Sant'Egidio è in molte città d'Italia, solo a Roma assiste mille persone per strada, mandiamo maestri nei campi rum, ma non possiamo fare tutto. Qualunque sgombero senza alternative non può che accrescere l'allarme sociale.
Anche il vicedirettore della Caritas, Francesco Marsico, critica Firenze: «Non ci sembra che sanzionare i mendicanti possa risolvere il problema».
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